emma frignani

Noli foras ire, in te ipsum redi, in interiore homine habitat veritas.

“Grazie” sta bene su tutto, un po’ come il nero: a proposito di stima e di coscienza di sé. Gratitudine e consapevolezza.

“Grazie” sta bene su tutto, un po’ come il nero

Grazie” sta bene su tutto, un po’ come il nero.

Ho scritto questa frase durante una simpatica e costruttiva conversazione con il mio amico Nick Murdaca, papà del blog “Energie come usarle”. Stavamo parlando di Marina Innorta, autrice della guida Mindfulness per tutti, di cui ho già parlato, e ideatrice di My Way Blog, e di un suo post, che avevo appena adottato all’interno del gruppo di #adotta1blogger.

E allora sono io a dire grazie.
A Nick che mi ha dato la spinta per scrivere questo post:

Emma: – “Grazie” sta bene su tutto, un po’ come il nero.
Nick: – Lo sai che quello che hai appena scritto può essere un incipit per un potenziale articolo dei tuoi, tutto creatività e saggezza?

Cosa?
Un articolo dei miei “tutto creatività e saggezza”: WOW.
A proposito di stima e di coscienza di sé, devo essermi persa un pezzo per strada.
Oppure, ho finto di non vederlo e l’ho lasciato andare per conto suo.
Oppure, più probabile, non ho dato il giusto peso a quello che penso, dico e scrivo.

La terza che ho detto. Sì, è la più probabile, me ne sto rendendo sempre più conto.
Come se quello che ho da dare fosse sempre poco e di scarsa qualità, come se non valesse un soldo bucato. Come se fosse alla portata di tutti e facile e banalotto.

E se non fosse così?
E se valessi di più di quello che penso?

In quest’ultimo caso, sarebbe ora di cominciare a crederci seriamente e a comportarsi di conseguenza.
Perché finché non ci credo io, nessuno ci crederà fino in fondo. Perché dovrebbe farlo quando sono io la prima a non accorgermi del valore che ho?
È importante essere umili e conoscere i propri limiti.
Ma conoscere i propri limiti porta con sé anche la conoscenza delle proprie peculiari abilità. O così dovrebbe essere.

Mi sono accorta e mi accorgo sempre più spesso di quanto le persone valutino sé stesse in un modo che io per prima – nonostante lo faccia – trovo davvero singolare. Per lo più in negativo, con grande severità, se non addirittura con ferocia.
Sono molte, troppe, le persone che non riescono a riconoscere il proprio valore, che lo danno per scontato. E, così facendo, passano a coloro che incrociano la sensazione di valere poco.
Perché la disistima può trasformarsi in un focolaio contagioso e virulento.
E può distruggere tutti i nostri sforzi per arrivare dove vogliamo.

Ma, soprattutto, ci fa vivere nella costante convinzione della nostra inutilità.
Con tutti gli strascichi che questo atteggiamento mentale si porta dietro.
Negli ultimi anni, soprattutto grazie al confronto, sto cominciando a capire in profondità l’importanza del dialogo. La sua essenza e missione: farci scoprire parti di noi che altrimenti rischierebbero di rimanere sepolte. E di marcire insieme a un frammento della nostra identità.

[Immagine mia, tutti i diritti riservati]

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4 Comments

  1. Adriano

    Tutto vero quello che dici Emma cara, io stesso considero me stesso e quello che faccio in maniera abbastanza scarsa e pessima. Non so perché, ma solo poche persone sanno realmente quanto valgono senza montarsi la testa (il rischio è alto ad un certo punto). Mi fa un grande piacere che tu poco alla volta stia cambiando un po’ di cose nella tua vita e in meglio, e questa nuova consapevolezza non potrà che farti bene in molto altro, sopratutto a te stessa 🙂

    • Ciao Adriano! Che piacere sentirti 🙂
      Confermi, purtroppo, quello che ho scritto: siamo in troppi a giudicarci severamente.
      È proprio vero, le persone che “sanno realmente quanto valgono senza montarsi la testa” sono rare. Forse, e parlo per me, perché a volte è più facile lamentarsi (leggi anche “criticarsi in maniera sterile e fine a sé stessa”) piuttosto che rimboccarsi le maniche e cominciare a scavare le fondamenta di ciò che vogliamo diventare.
      È paradossalmente una grande fatica cambiare questo atteggiamento, nonostante ci faccia soffrire e non ci aiuti in nessun modo. Ma è una di quelle fatiche che ti lasciano il gusto della vittoria in bocca e nel respiro. La consapevolezza, da qualsiasi parte arrivi, fa sempre bene. Anche quando brucia.

  2. Grazie per la citazione, Emma!

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