emma frignani

Noli foras ire, in te ipsum redi, in interiore homine habitat veritas.

Il Natale nella mia vita: da obbligo a festa.

Come io vedo il Natale, da obbligo a festa.

Ho sempre avuto un rapporto conflittuale con la festa del Natale.
Invero, ho sempre avuto un rapporto conflittuale con quasi qualsiasi cosa.
Sempre in bilico sulla faccia della medaglia da scegliere.
Quale Giano mi è più simpatico.

Non vi racconterò la mia storia con il Natale; vi basti sapere che ho avuto una lunga pausa dal suo spirito. Una pausa durata circa sedici anni.
Poi, dopo essere quasi morta, risorta dalle mie ceneri, mi sono innamorata, e, grazie a questo sentimento totalizzante, i miei petali rinsecchiti hanno conosciuto nuova vita. E mi sono aperta a molte gioie che prima mi erano precluse. Da me stessa in primo luogo.

Inaspettatamente, tra queste, come in uno scatolone di vecchi giocattoli, ho trovato il Natale. E ho deciso di tenerlo con me. Cosciente del male che continua anche ora, incessante come il fluire del sangue in un corpo vivo, del consumismo meschino, dell’ipocrisia di tanti gesti, della pochezza declinata a più livelli nella quotidianità.
Ma altrettanto cosciente della spinta contraria. Della bellezza. Della diversa angolazione che i miei occhi interiori hanno potuto acquisire. Perché di acquisizione si tratta. Non un dono, ma un traguardo.

 

Il mio Natale oggi

Natale è festa.
Natale è anticipazione.
Natale è promessa.

Natale passato è noia, ipocrisia, consumismo.
Natale presente è caldo, morbido, accogliente.
Natale futuro è ascolto, attenzione, dono.

Natale è una giornata cristallina scaturita da coperte di nebbia gelata.

Natale è il profumo di mia madre quando l’abbraccio, la stretta protettiva di mio padre, il sorriso sornione di mio fratello, sempre pronto ad un altro scherzo. Natale è poter vedere la mia famiglia riunita, abbracciare mia cognata e le mie nipotine. Telefonare allo zio e scherzare come bambini.
Leggeri e spensierati.
Ché i problemi rimangono lì, ma a Natale le priorità sono altre.

Natale è raccogliere le famiglie e godere della compagnia di tutti.
È il papà del mio compagno che inizia a pensare alla cena della vigilia un mese prima, entusiasta già soltanto ad immaginare la serata.

Natale è aver finalmente afferrato la mia vita,
averla accarezzata, averle fatto un bel bagnetto e averla vestita a festa.
Natale è aver finalmente cambiato punto d’osservazione.
Natale è vedere la gioia e la miseria, la completezza e la solitudine.
Natale è accettare gli opposti senza giudicarli, senza dover categorizzare e archiviare ordinatamente tutto.

Natale è l’amore che mi permette di scrivere queste parole, incredula,
in bilico sul precipizio.

Natale è il mio Mattia che mi stringe forte quando mi sento sopraffatta:
allora, recupero la bussola del mio sentire. Divento calma come acqua di lago. Immobile e limpida. E posso ricambiare il suo amore infinito.
Nella consapevolezza che il nostro è desiderio senza bisogno.

Ad oggi, questo è diventato il Natale per me.
E sono felice di condividerlo con chiunque
lo vorrà.

[Il disegno è di proprietà di Emma Frignani]

Previous

Concentrazione e pesci rossi

Next

Abietti si Nasce, il libro

2 Comments

  1. Io mi sento leggermente Grinch, e non sento l’entusiasmo del Natale che si avvicina se non quando finalmente sono a casa con la mia famiglia – la stessa che molto spesso mi fa arrabbiare quando sono lontana 🙂
    Rigetto come te il concetto del Natale regaloso e consumista e del tanto buonismo che gli ruota intorno. Leggendo del tuo Natale in famiglia ritrovo molto in comune con i miei, quella cristallina serenità natalizia di condivisione e stare bene insieme.

    • Ciao Giulia, che bello condividere questa sensazione di serena condivisione.
      “Stare bene insieme” per il gusto di farlo. Semplicemente perché è bello. E fa stare bene. Come aver scritto questo post inaspettato, uscito dal cilindro delle mie profondità. In un fluire senza guida, se non quella delle righe che si sono susseguite le une alle altre. Devo, come spesso mi accade, ringraziare Paola Chiesa, che ha proposto alla comunità di #adotta1blogger di scrivere qualcosa sul Natale. Perché, che ci piaccia o meno, il Natale è, nella nostra società, un dato di fatto. Di fronte alla proposta di Paola, mi sono ritrovata a riflettere su un avvenimento che vivo da sempre con sentimenti contrastanti. Ed ecco, è uscito questo post. Grazie della bella riflessione 🙂

Lascia un commento

Powered by WordPress & Theme by Anders Norén