emma frignani

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sfida minimalista, la prima metà

Sfida minimalista: diario di bordo parte prima

Vi racconto i miei primi quindici giorni dei trenta previsti dalla sfida minimalista, di cui ho letto sul blog di Rocco Laurino e che ho voluto sperimentare.

Ma passiamo subito al sodo con questo breve diario della prima metà.

Giorno 1. Resta un giorno offline

Alla mezzanotte di sabato 5 marzo, ha inizio la mia sfida, annunciata sul mio profilo Facebook la sera: spengo smartphone, tablet e portatile. Mi sento libera come può sentirsi un individuo appena evaso. Questo paragone è di fantasia e rimanda ad alcune scene di film che ho visto. Ma la sensazione è quella.
In seguito, mi ritrovo a pensare confusamente a notifiche, commenti, interazioni. Mi sembra che il mio cervello sia un cassetto scompigliato dalle mani dispettose di un bambino.
Poi, riprendo una lettura cartacea che mi sto portando dietro da un po’.
Concentrazione. Calma. L’ansia da notifica si spegne insieme ai suoni delle parole che scorrono nella mia mente, passando attraverso i miei occhi.
Arriva mezzanotte. Accendo lo smartphone, controllo che la sveglia sia puntata all’orario stabilito e spengo l’aggeggio. Poi, mi addormento.

Giorno 2. Medita per quindici minuti

Mi sveglio prima del solito, per fare pratica. Mi stiro, stendo il mio tappetino per cominciare una breve pratica: mi siedo in Vajrasana e sciolgo i muscoli di collo e spalle per proseguire qualche minuto con Marjariasana, la posizione dinamica del gatto. Dopo qualche respiro, ritorno seduta sui talloni. Assorbiti gli effetti della posizione, mi alzo per un breve ciclo di Surya Namaskara.
Finito il mio ciclo di Saluto al Sole, mi accomodo nella posizione del loto semplice e comincio la mia meditazione.
La giornata è grigia, ma non per me. Sto bene e sono piena di energia, il sonno residuo è svanito e sono calma e lucida.

Giorno 3. Ripulisci e riorganizza la tua vita online

Ripulisco abbastanza spesso i miei account di posta, il mio desktop e controllo i profili social che uso più spesso, quindi non mi è sembrato di fare qualcosa di nuovo, solo che questa volta sono stata più radicale. Naturalmente, vivo dei limiti imposti dal mio lavoro. Ma quegli stessi limiti, sono anche una spinta a mantenere in ordine la mia vita digitale e a fare in modo che non si trasformi in un bazar.

Giorno 4. Un giorno senza lamentela

Ecco, su questo punto ammetto di avere non pochi problemi. Ho fama di essere una brontolona, cosa che nego con foga, ma che è entrata nel comune pensare tra le persone a me più care.
Posso dire che oggi, nonostante la mia tendenza, su cui peraltro sto lavorando da tempo, mi sono bloccata prima di cominciare. Segno, questo, di una certa presa di coscienza. Non mi posso lamentare, quindi!

Giorno 5. Individua le tue priorità

Bene, scriverò le prime priorità che mi vengono in mente:

1) occuparmi della presenza social di Core41;
2) occuparmi attivamente al nuovo progetto di cui faccio parte con Palestra Writer;
3) dedicare ogni giorno un’ora alla formazione professionale,
come studiare nuovi tool, migliorare le mie capacità studiando il materiale formativo a disposizione;
4) allenarmi almeno 5 volte a settimana;
5) leggere romanzi durante i giorni festivi e ogni sera almeno mezz’ora prima di dormire;
6) lavorare sul mio modo di pormi.

Giorno 6. Segui un rituale mattutino

Il rituale a cui non posso rinunciare è la breve colazione a letto con il mio compagno. E così, oggi come sempre, anche se ho deciso di allungare il risveglio e godermi il calore del piumone, ho aspettato impaziente l’arrivo del mio compagno con due tazze di caffè fumante. Ci tengo a dire che ci turniamo su questo 😉 Nel frattempo, come mi capita di fare sempre più spesso, mi sono concentrata sul lavoro della giornata, organizzando mentalmente i miei task per orari e tipologie. Una sorta di to do list non scritta, ma molto potente.
Il prossimo passo è quello di aggiungere mezz’ora di pratica yoga quotidiana al mio rituale.

Giorno 7. Snellisci la tua reading list

La vedo dura, quasi ogni giorno scopro un nuovo libro che vorrei leggere!
Bene, sono arrivata a un compromesso e ho faticosamente stilato una lista di libri che vorrei finire entro la fine di marzo, contando che oggi è il 12 marzo. Se questo metodo dovesse funzionare, lo manterrò inalterato anche nei prossimi mesi.

Giorno 8 Impara a godere della solitudine

Beh, questo è facile, non oggi, che è stata la giornata famiglia, ma quasi ogni giorno.
Giusto ieri, sono stata sola dalle 9 di mattina alle 3:30 del pomeriggio, ed è stato bellissimo. E non perché non goda della compagnia o della semplice presenza di Mattia o della famiglia -sua o mia è la stessa cosa, è la nostra famiglia: persone che amiamo-, ma perché godo allo stesso modo della mia compagnia; ho davvero imparato a volermi bene, anche se la strada da fare è ancora tanta.

Giorno 9. Riduci il tuo beauty

Anche questa è una pratica che metto in atto periodicamente, anche se il mio beauty è piuttosto spartano già di suo. Oggi, ho gettato via tre vecchie matite, due per occhi e una per bocca, gel che non usavo da troppo tempo, un lip gloss. Poco tempo fa, avevo già pattumato vecchi smalti rinsecchiti e collosi e un rossetto che non mi andava.

Giorno 10. Non controllare mail e social prima di pranzo

Impossibile, o quasi. Ecco, questa è una cosa che m’infastidisce a volte. Io nel web ci lavoro e i social e la mail sono strumenti di lavoro, che occorre imparare a gestire per non farsi risucchiare nel marasma delle notifiche e delle conversazioni e delle bacheche e delle millemila informazioni e novità interessanti. Con buon senso e regole precise, si può gestire la situazione. Ma non si possono ignorare la mail e i profili social fino a mezzogiorno, soprattutto gli account social dei clienti. La mia scelta di iniziare la sfida di domenica non è casuale, ma dettata proprio dalle mie esigenze lavorative.

Giorno 11. Valuta i tuoi impegni

Ecco, questa è una cosa che faccio quotidianamente, quindi ripeterò la mia routine di controllo e bilancio dei miei impegni, che mi aiuta a focalizzarmi sulle cose che reputo più importanti, o semplicemente, più urgenti, e a spegnere il fuoco dell’ansia da prestazione. Non l’ansia utile alla produttività, ma quella sensazione di stretta allo stomaco che ti paralizza inebetito di fronte al monitor.

Giorno 12. Definisci i tuoi obiettivi per quest’anno

Li ridefinisco e limo costantemente, per tenerli vivi e acuminati, in modo che possano punzecchiarmi quando la motivazione scende verso l’abbraccio diabolico della pigrizia. Il fatto stesso di definirli e riguardarli, li cementa nella parte del cervello che lavora in sottofondo, senza che ce ne rendiamo pienamente conto. Parlo per me, naturalmente.

Giorno 13. Ripulisci il tuo armadio

Non mi è rimasto molto, in verità, dopo le mie scorribande per eliminare la decision fatigue. Inoltre, non so se riuscirò a svuotare l’armadio oggi. È venerdì, ho del lavoro da sbrigare prima del fine settimana, svuotare l’armadio è un’attività che richiede tempo e concentrazione, ma, soprattutto, il giusto atteggiamento. Come per fare shopping, anche per eliminare abiti e accessori mi serve sentirmi ispirata.

Giorno 14. Fai un’attività per imparare qualcosa di nuovo

Oggi è sabato e ho bisogno di ricaricarmi un po’.
Mentre lavo i piatti, rifletto sulla sfida e penso “Cavoli, ne devo imparare di cose! Da dove diavolo parto oggi per imparare una nuova attività? E se mi concentrassi esattamente su quello che faccio? E se mi fermassi e vivessi ogni istante senza il pensiero di quello che farò appena finito quello che sto facendo?”
Vista la mia tendenza al multitasking, che, alle volte, può diventare estenuante, ho pensato di focalizzarmi sull’istante, concentrandomi su ciò che sento, o non sento, sulle sensazioni, sui pensieri che arrivano, senza fissarmi in un punto, se non l’attività che sto svolgendo. La giornata è trascorsa liscia e tranquilla come un sentiero di montagna, silenzioso e colmo di sorprese nascoste tra le fronde

15. Esamina le tue abitudini quotidiane

Questa sfida prende in esame cose che sto cercando di analizzare e vivere con maggiore coscienza e minore voglia di giudicare.
Parte delle mie abitudini è andata dissolvendosi nel tempo, parte si sta modificando e parte sta germogliando, a volte inaspettatamente. Ho dovuto separare le abitudini feriali da quelle festive. Una volta fatto ciò, ho notato che sono piuttosto abitudinaria, o meglio, che mi piace e mi rilassa costruire nuove abitudini e insediarle nel mio tempo quotidiano.
Oggi, ad esempio, ripresami da un lungo riposo, mi sono alzata e, dopo un caffè insieme al mio compagno, ho steso il mio tappetino e ho fatto un set di esercizi con la fitball per prendere confidenza -ho appena iniziato ed è davvero efficace- e una breve pratica yoga. Ora, che è sera, sto scrivendo dopo aver analizzato alcune delle mie abitudini e mi sento soddisfatta.

 

[Photo credit: Freepik]

 

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7 Comments

  1. Grande Emma, mi piace tantissimo questa sfida minimalista. Eliminare il superfluo per scoprire che era solo una zavorra e ritrovare se stessi, con maggiore consapevolezza. Hai letto “Il magico potere del riordino” di Marie Kondo? Io sono ancora in stato di chock per il decluttering estremo che propone, soprattutto per quanto riguarda i libri. Ma come si fa??? Ma no! Un libro che hai amato resta con te per sempre, e ti fa piacere vederlo in libreria insieme agli altri! I trucchi invece sono tremendi perchè – dalle matite agli ombretti – sembrano non esaurirsi mai…e finiscono inevitabilmente in fondo al cassetto (ma ancora per poco, dopo che ho letto il tuo post). Un abbraccio!

    • Silvia cara, che piacere sentirti! Sono felice che questo post ti sia piaciuto. E sì, ho letto parte de “Il magico potere del riordino”, ma, arrivata ad un certo punto, mi sono interrotta perché non mi trovavo d’accordo con la radicalità di Marie Kondo. Lo finirò prima o poi, ma per ora, ho bisogno di trovare un metodo che sia fluido e che si adatti a me e alle mie esigenze, non sempre pianificabili. Libri e foto non sono scarti da buttare, ma parte di te. Mi sono innervosita soltanto al pensiero di buttare nella spazzatura certe cose. Sarà un limite mio, ma lo accetto per quello che è. Il minimalismo è più che altro una forma mentale a mio parere.
      I trucchi non mi hanno mai creato problemi, a parte la dipendenza da burrocacao 😉 Ricambio l’abbraccio e ti aspetto al termine della sfida!

  2. Ciao Emma, scusa il ritardo 🙂 ma eccomi qui. Mi piace il modo in cui stai affrontando la sfida e la stai facendo tua. Credo che il minimalismo sia uno stile di vita da apprezzare ma anche da interpretare. Non penso vadano seguite le vie estreme che finiscono per farci finire in un punto che non corrisponde ai nostri obiettivi. L’importante è mettersi in gioco, ricavare degli spunti di riflessione che possano tradursi in nuove piccole azioni concrete nella vita di tutti i giorni. Non deve essere un estremo sacrificio ma un liberarsi dalla fame dell’eccesso.
    Di questi primi 15 giorni ricordo e apprezzo ogni giorno la capacità, che credevo di non avere, di ripulire l’armadio. Io che trovo sempre un legame con tutto, ogni cosa un ricordo. Ho imparato a tenere per me i ricordi più belli senza legarmi agli oggetti.
    Ci sentiamo presto, per la parte finale della sfida.

    • Ciao Rocco, mi fa piacere tu sia venuto a trovarmi 🙂
      Sono d’accordo con te, mettersi in gioco e trarre spunti di riflessione da integrare nelle proprie attività quotidiane sono due fattori fondamentali per crescere come individui e, perché no, per offrire esempi e suggerimenti a chi sente il bisogno di cambiare, di migliorarsi.
      L’aspetto più stimolante della sfida è dato dalla semplicità, dall’essenzialità dei piccoli gesti da attuare ogni giorno e, magari, da reiterare per renderli abitudini costruttive.
      Non c’è sacrificio in questo, ma attenzione e ascolto. Verso sé stessi e verso gli altri.
      Grazie ancora e ci sentiamo alla fine di questo percorso!

      • Grazie a te per aver condiviso la tua esperienza. Condividere è mettersi in gioco ed una sorta di collaborazione in cui tutti possono imparare qualcosa. A presto

  3. Tiziana

    Mi piace.
    Vediamo se riesco. 🙂

    • Ciao Tiziana, che piacere averti qui. Sono tutte pratiche interessanti, alcune delle quali piuttosto semplici. Altre, ci sembrano difficili perché le abbiamo perse per strada o perché ci siamo abituati a riempire ogni vuoto in ogni momento, spesso con attività che non ci danno nulla che ci arricchisca sul serio. Re-imparare un poco alla volta a trovare il tempo per sé, a vivere in maniera consapevole le nostre giornate, ci aiuta a diventare meno critici e severi e, al contempo, più efficienti e leggeri.

      Mi dirai com’è andata!

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