emma frignani

Noli foras ire, in te ipsum redi, in interiore homine habitat veritas.

Il mio Sognetto è non smettere di scrivere finché respiro. E condividere il mio Sognetto per renderlo più progetto che sogno.

Di sognetti e altre amenità magenta e porporina

Un sognetto. Che non è un sogno piccolo, nossignore, ma è un sogno-progetto. Hai qualcosa di speciale da condividere con i Calamisti? Le cose speciali (per quanto questa parola sia abusata qualcosa di veramente speciale ancora c’è, esiste e sbrilluccica tra noi) vanno condivise. Raccontati nel modo che ritieni più consono (post sul blog? Post sui social? Volantini lanciati da un elicottero in volo per rendere onore alla dannunziana memoria? Chiacchiere de visu durante caffè offerti […]?)


Ecco che parto per lidi sconosciuti. Un’altra volta. L’ennesima. Eppure, mi sembra sempre la prima. Cuore in gola, “arsura dolce”, “sete di passi”, dice Monia per descrivere questo mio costante desiderio di esplorare.

La punta dell’iceberg mi ha già punto. È ora di metterci un punto e scendere a cercare. Cosa, non si sa. Un mio maestro —un professore universitario a me molto caro, che ho odiato e poi amato profondamente. Che ha lasciato un vuoto— era solito ricordarmi che la soluzione non si trova finché non ci si sbatte la faccia contro. E, un po’ storditi, si esclama: “Eccola, era proprio qui!”.

Spesso, è l’aspettativa che ci toglie il sapore dell’istante dalla bocca. Lasciandoci secchi e molli come bambole di pezza vecchie. Con i lineamenti ridotti a ombre sottili, parvenze di occhi. La bocca scomparsa. La lingua, un rimasuglio di matita temperata.

Il mio Sognetto sta prendendo forma anche grazie a questi passi che cerco, indovinando tracce, ascoltando rumori flebili, sussurri che mi attirano a scoprire cosa dorme, o è in attesa, dietro il velo.
Sto seguendo un sentiero che prende forma mentre cammino incerta. Talvolta, senza motivo, sicura della direzione. Come se vedessi.

Sogno che il sentiero non finisca mai. Sogno di trascorrere la mia esistenza a fare quello che amo. Scrivere, usare le parole come candele, come picconi per estrarre i gioielli nascosti dentro di me. Dentro ogni essere umano. Potrà capitare che una picconata apra una crepa imprevista nella roccia o nel ghiaccio. Non so cosa ne uscirà, ma non voglio preoccuparmene. Al massimo, occuparmene. Non prima del tempo, ma al momento giusto.

Voglio trovare il momento.

moménto s. m. [dal lat. momentum, der. della radice di movere «muovere»; propr. «movimento, impulso; piccolo peso che determina il movimento e l’inclinazione della bilancia», da cui i sign. estens. e traslati di «piccola divisione del tempo (momentum tempŏris)» e di «influenza, efficacia, importanza»].


Scrivere un libro a più mani
, ma mani che lo desiderino davvero; giocare con le parole insieme a persone che amano giocare, come un gruppo di bambini che rovesciano un cesto di giocattoli e costruiscono, insieme, ognuno la sua visione di sé e del mondo.

Ognuno creando un senso differente e prodigioso.

Avanguardia(na) la mia parola chiave.
Come chiave, apre la porta a quello che è ancora soltanto in potenza. Lasciandolo entrare. O uscire. A seconda di dove si è.

L’avanguardia protegge e prevede, si sacrifica e sogna l’impossibile, salva e realizza cose fino a un momento prima impensate.

Da avanguardia(na), proteggo e nutro i sogni, miei e di coloro che vogliono condividerli con me. Perché vanno protetti dalla noia, ma ancor più dalla paura. Di fallire, del ridicolo, dell’indifferenza. E nutriti perché altrimenti rischiano di morire di sete e di fame. E soffrono la calura, ma ancor più il gelo. Hanno sempre fame, come quei bei lupi che si affacciano dal bosco. E ti fissano. E non sai se ti vogliono mangiare o sono soltanto curiosi. Curiosi del tuo sapore. Del tuo odore.

Il mio Sognetto è non smettere di scrivere finché respiro. E ora, che ho trovato dei compagni di viaggio, è condividere il mio Sognetto per renderlo più progetto che sogno.

 

[Sfondo: Freepik]

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1 Comment

  1. Bello il tuo sognetto, ti auguro di vederlo realizzato. Perché nulla è meglio di un sogno che diventa un progetto ed un progetto che diventa realtà.

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