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emma frignani

Noli foras ire, in te ipsum redi, in interiore homine habitat veritas.

π-il teorema del delirio

“Π – Il teorema del delirio” e ritorno

Leggo per caso questo dialogo tratto da Π – Il teorema del delirio, un bellissimo film del 1998, diretto dal grande Darren Aronofsky.
“Per caso” è un’espressione che sta via via perdendo di significato nella mia vita.
E così, ricordo ancora quel film visto tanto tempo fa.
L’ho amato ferocemente.
L’ho guardato e riguardato perché anch’io, come Maximilian, “riuscirò a capire”.

Maximilian, il protagonista della vicenda, va dal suo maestro e suo unico amico, il professor Sol.

Sol: Sarà più di un mese che non ti prendi un momento di pausa.
Maximilian: Perché ci sono vicino.
Sol: Hai visto il nuovo pesce che mi regalato mia nipote? L’ho chiamato Icaro pensando a te, mio ribelle discepolo. Tu vuoi volare troppo in alto e finirai col bruciarti. […]
Maximilian: No qualcosa ha trovato.
Sol: Ho trovato qualcosa? […] Ma non quello schema!
Sol: Ricordi Archimede di Siracusa, eh? Un giorno il re andò da lui e gli chiese, gli chiese di stabilire se un regalo che aveva ricevuto fosse o meno di oro vero. A quel tempo non sapevano ancora come stabilirlo. Il grande matematico greco si torturò il cervello per settimane. L’insonnia lo tormenta, lui passa le notte a rigirarsi nel letto senza trovare risposta. Alla fine, sua moglie, che è esausta quanto lui visto che è obbligata a dividere il letto con il grande genio, lo convince a farsi un bel bagno per rilassarsi. E mentre sta entrando nella vasca fumante, il nostro Archimede si rende conto che il livello dell’acqua aumenta. Spostamento. Ecco il modo per determinare il volume, e di conseguenza anche il modo per determinare la densità. Peso su volume. E così Archimede risolve il suo problema. Si mette a gridare “Eureka!” ed è talmente eccitato che corre nudo per le strade della città fino al palazzo del re per comunicargli la sua incredibile scoperta. E allora? Qual è la morale di questa storia?
Maximilian: Che non devo scoraggiarmi?
Sol: Sbagliato. Il punto focale della storia è la moglie. È lei che gli fa vedere le cose in una prospettiva diversa, e quindi tu devi andare a farti un bagno, metti in folle il cervello o non arrivi da nessuna parte. In te ora non regna l’ordine, ma solo un grande caos. Torna a casa Max e va a fare un bel bagno caldo.

In costante tensione, cercatori di tesori nascosti, siamo instancabili minatori.
Ma, alle volte, è necessario sapersi fermare. Dare spazio al respiro. Dare spazio allo sguardo, che altrimenti potrebbe perdersi nella confusione dei nostri crocevia di idee, negli armadi dei progetti ancora in embrione.
Il confronto può venirci in aiuto, sia questo un buffetto o una sberla, un refolo che scompiglia i capelli o un temporale estivo, perché ci offre una visione diversa dalla nostra. Ci offre la scelta.

Sol: Vai troppo in fretta, devi rallentare, stai perdendo di vista il punto. Prova a fare un bel respiro. […]

Fissati su un qualunque numero e ti assicuro che lo troverai continuamente sulla tua strada. […] quando il tuo cervello diventa ossessionato da qualcosa tende a non registrare nient’altro e a concentrarsi esclusivamente su quel pensiero. […]
Sol: … Sei finito in un vicolo cieco, non c’è nient’altro lì dentro!
Maximilian: Quella è una porta! È una porta!
Sol: È una porta che si affaccia su un precipizio, stai rischiando la ragione. Devi assolutamente smettere!
Maximilian: Hai avuto paura e ti sei fermato.
[…]
Sol: Vattene a casa.
Maximilian: Ma questa non è vita!
Sol: Fuori di qui. Sparisci!
Maximilian: Io scoprirò che cosa è! Io la vedrò!
Sol: Vattene fuori di qui!
Maximilian: Io riuscirò a capire!

Max non vuole fermarsi, non gli basta guardare l’abisso dall’orlo, vuole immergersi nel caos per trovare uno schema che dia significato a ciò che gli sta intorno. E nulla lo convince a rinunciare alla sua ricerca.

+++

Non sono un genio. Né della matematica né di altro.
Ma sono irrimediabilmente curiosa.
La curiosità uccise il gatto.
Ma quello che spesso viene tagliato cambia del tutto il significato di questo detto inglese:

Curiosity killed the cat, but satisfaction brought it back.

Se la curiosità ha ucciso il gatto, la soddisfazione lo ha riportato in vita.
Quel che si dice quando sospiriamo con nostalgico appagamento e qualche sbucciatura: “ne valeva la pena”.

È proprio lì, in quel preciso punto della nostra esistenza, quando l’equilibrio si incrina per lasciare spazio al caos, che, nel fragore dei vetri che si sparpagliano sul pavimento, possiamo gridare anche noi il nostro barbarico “Eureka” sopra i tetti del mondo.

A prescindere da quello che troveremo, dovesse anche essere il vuoto, l’assenza di senso, il viaggio che abbiamo deciso di intraprendere ci cambierà per sempre.
Cambierà la nostra prospettiva su di noi, sugli altri, sul mondo stesso e sul significato del nostro essere qui e ora.

 

[Immagine tratta dal film π – il teorema del delirio di Darren Aronofsky]

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2 Comments

  1. PADES

    Cambiare il punto di vista. La mia strategia preferita. Peccato non si possano mettere più “like” al post, uno solo è poco.

    • «Peccato non si possano mettere più “like” al post, uno solo è poco»: wow! Grazie Pades, ne sono proprio felice. È un post cui sono legata per via del film, che a suo tempo mi folgorò

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