emma frignani

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Brevi riflessioni sul libro di Yuri Abietti, "Abietti si nasce"

Abietti si Nasce, il libro

Tempo fa, solcando le acque di Facebook, incappai in un post che destò la mia curiosità. Sembrava un breve racconto autoconclusivo. Ironico e amarognolo, parlava di un giro in auto di due amici di vecchia data. Ne rimasi colpita e decisi di chiedere l’amicizia all’autore.
Ammetto di essere stata una cafoncella digitale, infatti non mi presentai; chiesi l’amicizia rimanendo muta. E, per tutta risposta, mi arrivò un messaggio un po’ seccato in cui il mio nuovo amico mi ricordava che, come per le presentazioni reali, anche in rete quando si fa conoscenza, ci si dovrebbe presentare. Mi vergognai molto per la mia inconsapevole maleducazione. Chiesi scusa, chiarii la mia leggerezza e motivai la richiesta. Poi, acquistai il libro di questo mio nuovo amico. Ero emozionata, perché il post che avevo letto catturava atmosfere e sensazioni che mi suonavano familiari. Ed era scritto con una forma che apprezzavo molto. Il suo titolo era “Certe notti” ed era stato scritto nel remoto 2000.

Sto parlando del libro pubblicato da Yuri Abietti, “Abietti si Nasce“, di cui è da poco uscito il secondo volume, che ho già sul mio Kindle. E di cui vi parlerò non appena l’avrò finito.
Abietti si Nasce” è una raccolta di post selezionati dall’autore tra i numerosissimi articoli che hanno popolato il suo sito, ora chiuso in favore di un blog personale, Le Terre dei Sogni.

L’intervallo di tempo in cui i post sono stati scritti copre gli anni che vanno dal 2000 al 2008; gli argomenti sono i più svariati e questo costituisce, a mio parere, uno dei punti di forza del libro. Altri tratti che mi hanno fatto innamorare di questo volume sono lo stile, la forma in cui Yuri comunica i suoi stati d’animo, le sue opinioni sulle questioni più disparate, l’ironia di cui è capace, la vasta cultura che emerge dai mille richiami; mi è sembrato, durante la lettura, di trovarmi a Diagon Alley: uno spunto, un suggerimento, un’idea dietro ogni post, nascosti tra righe di parole talvolta irriverenti, talaltra traboccanti di autentica umanità, di una dolcezza malinconica che puoi quasi assaporare. Così, si può passare da una grassa, sonora risata ad una lacrima di commozione in un istante, nello scorrere del tempo scandito dalla data riportata sopra ogni articolo, a ricordarmi una sorta di diario, che ho avuto la fortuna di trovare aperto.

Yuri riflette sul senso della vita, sull’attività scrittoria, sull’amore, sulla meschinità di certi atteggiamenti, sulla bellezza nascosta dietro piccoli gesti, sulla pochezza di alcuni modi di pensare, sul significato dell’esistenza attraverso le proprie esperienze, vissute o sognate.

Visto il periodo dell’anno, ho deciso di ricordare e citare un post di Yuri risalente al 25 dicembre 2004, dal titolo “Buon Natale“, un augurio esteso, largo, spietato e coraggioso, che si conclude spostandosi dall’esterno all’io:

A me, che talvolta pecco di pigrizia, mancanza di determinazione, insicurezza, presunzione, ignavia, che mi ritrovo, a volte, ad agire per paura, che non sono sempre completamente sincero con me stesso e con gli altri…
… Auguro di diventare più severo e inflessibile nei confronti di me stesso e, contemporaneamente, di diventare sempre più indulgente e comprensivo nei confronti degli altri.

 

Buon Natale, buona lettura e fatemi sapere le vostre opinioni 🙂

 

[Immagine di Eugenio Spagnolini per la copertina di “Abietti si Nasce”]

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2 Comments

  1. avvocatolo

    grande scoperta questo blog!

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