emma frignani

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Porsi dei limiti e superarli aiuta la creatività

Creatività e limiti

È lunedì. Amo il lunedì: ha il sapore del caffè bollente, il suo aroma avvolgente, e la freschezza del bucato steso all’aria aperta in un’assolata mattina di maggio. Mi dà una sensazione di inizio, di novità, di sfida. E la sfida mi piace. Ogni giorno racchiude milioni di possibilità, ogni istante è un vaso colmo di piacevoli guanti pronti per essere colti.

Per non diventare preda dell’Idra del FOMO, stilo un piccolo cauto ordine del giorno, da seguire alla lettera. Inevitabilmente, sfuggo alle grinfie della lista per dipanarmi lungo traiettorie inaspettate; questa pratica che pare fonte di distrazione, mi conduce spesso a soluzioni impreviste, a idee luminose e colme di gratitudine verso le mie mutevoli muse ispiratrici.

Ciò non significa che sia necessario saltare di palo in frasca per riempire il proprio cestino di intuizioni, ma neppure munirsi di paraocchi per evitare qualsiasi contatto con l’esterno, memori del tacito patto sancito con la propria disciplina, famosa per essere ostile alle divagazioni.

Lo sconfinamento può tradursi in opportunità e scoperta quando non rappresenta addirittura l’unico modo di risolvere un problema: perché la soluzione, o le soluzioni, possono trovarsi al di fuori di uno schema prestabilito. Del resto, il concetto stesso di schema presuppone un limite, peraltro utilissimo nella costruzione di un percorso. La discriminante sta proprio nella consapevolezza: i vincoli e i confini ci devono guidare nel processo creativo senza reprimere e deformare il nostro messaggio. 

Un sentiero segnato ci aiuta a non perderci e ci consente di arrivare prima alla meta senza per questo condannarci entro i suoi margini. Se vediamo un fiore nel prato attorno a noi e desideriamo annusarne il profumo, possiamo allontanarci dal cammino per poi farvi ritorno arricchiti da una nuova esperienza.

Chiudo citando una delle innumerevoli perle di Riccardo Esposito, cui mi sono liberamente ispirata nella stesura di questo post: «prendersi troppo sul serio non è il massimo, e la creatività a volte ha bisogno di paletti da dribblare per esprimersi al meglio». 

E voi, che rapporto avete con i limiti e la libertà?

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2 Comments

  1. La normalità è un cesto, la creatività sborda quasi sempre 😀

  2. Grande Emma! Per me troppa libertà fa male alla creatività. La lampadina di accende quando si ha poco materiale a disposizione per “modellare” le proprie idee. Solo le scadenze troppo ravvicinate fanno veramente male alla creatività. E i clienti cagac@##o! 😀

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