emma frignani

Noli foras ire, in te ipsum redi, in interiore homine habitat veritas.

Disegno e sketchbook per aprire la mente

Disegno e sketchbook per aprire la mente

Ho finalmente iniziato a studiare “Il nuovo Disegnare con la parte destra del cervello” di Betty Edwards. Ricordo che lo acquistai diversi anni fa. Lo iniziai per abbandonarlo dopo poco, con la scusa di altri impegni molto più cogenti.

Da sempre, disegnare è una mia passione; da sempre questa passione è stata schiacciata da cose ritenute – non sempre a ragione – più importanti. Più produttive e più serie. Disegnare non ti paga le bollette, se non in alcuni fortunati casi che hanno del miracoloso agli occhi dei più.

D’altronde, chi non si è mai sentito dire con aria supponente una frase simile:
“Beh, ma non puoi mica mangiarci con *scegli attività creativa quale scrivere, disegnare, suonare, un’attività a tuo piacimento*!”, in genere seguita da svariati e sicuramente essenziali consigli di carattere etico-esistenziale-pratico.

Bene, tra i buoni s-propositi di quest’anno, che non vi elencherò, c’è anche quello di seguire le mie passioni, ovunque esse vogliano portarmi. Di fidarmi di me stessa e delle mie scelte, di ascoltare la mia pancia prima di decidere cosa fare o cosa non fare. Voglio dare spazio al mio emisfero destro, che, atterrito dalla tirannia di quel professorone del sinistro, logico, serioso e sempre pronto a tarparti le ali, si è fatto piccolo piccolo in attesa di trovare uno spiraglio e liberarsi delle catene della logica analitica.

Mi sono stancata di essere ossessionata dai piani, dalle liste, dal programmare, dalla necessità avvertita quasi a livello fisico di avere tutto sotto controllo.

A ottobre, ho iniziato a seguire un corso di disegno e sketchbook tenuto dalla bravissima Emanuela Taglietti nella città dove vivo.
La prima cosa che mi colpì fu la presentazione del corso:

Per imparare a vedere e disegnare ciò che ci circonda con l’obiettivo di rendere la creatività una piacevole abitudine. Anche chi non ha tempo e pensa di essere negato scoprirà di poter celebrare la bellezza di ogni giorno attraverso il proprio diario per immagini.
“Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi”. [Marcel Proust].

“Interessante, penso che andrò alla presentazione poi valuterò se iscrivermi o no.”
Arrivai in anticipo, ero piuttosto agitata. Vidi quella che sarebbe diventata la mia insegnante e fu subito amore. Glielo dissi. E le confessai anche che se non mi fosse piaciuta a pelle, non avrei partecipato al corso. Emanuela condivise il mio sentire.
E io pensai che avevo proprio trovato quello che cercavo e cui non ero ancora stata in grado di dare un nome.

Il corso serve principalmente per imparare a guardare il mondo che ci circonda invece che riassumerlo secondo sedimentati schemi mentali.
Accanto a suggerimenti tecnici che si possono approfondire in autonomia, Emanuela ci fornisce principalmente un metodo per riconquistare un’abilità che credo sia innata, quella di stupirci, e che perdiamo lungo la strada della nostra esistenza.

Troppo presi dalle mille contingenze quotidiane, tendiamo a sintetizzare. Questo, se da una parte ci consente di risparmiare tempo ed energie, dall’altra ci rende in qualche modo ciechi. E gli esercizi su cui Emanuela ha impostato le sue lezioni hanno proprio lo scopo di aprirci gli occhi per riscoprire lo stupore e la bellezza che ci circondano attraverso la lentezza, la pazienza e il lasciarsi andare al flusso. Fermarsi e osservare per trovare una dimensione in cui il tempo e il giudizio perdono di consistenza e valore, in cui il perdersi nell’attività del disegno ci permette di ritrovarci.

Non ci sono bene e male, giusto e sbagliato. Non c’è giudizio ma soltanto una paziente osservazione che ci porta per mano verso la creazione (o ricostruzione) di un legame forte e diretto tra cervello, mano e occhio.
Sono felicissima di aver scoperto questo corso che ha costituito una svolta nel mio modo di percepire me stessa e il mondo circostante: disegnare bene diventa una conseguenza di questa apertura non giudicante all’esterno.

Grazie Emanuela!

[Immagine tratta dal mio sketchbook]

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8 Comments

  1. Pades

    Bello. Mi conferma quello che avverto nell’aria da qualche tempo: una necessità diffusa di ritorno alla percezione della realtà non mediata da filtri di qualsiasi natura (tecnologica, ideologica, teologica, …), più diretta. Che non vuol dire semplificarla, ma finalmente capirne il senso.
    Sei stata fortunata ad incontrare la tua insegnante.

    • Ciao Pades! Grazie come sempre per la visita, sempre attenta e acuta. Quello che scrivi è proprio vero: avverto anch’io la necessità in tante persone di fare una sorta di passo indietro (ma dov’è poi il “dietro”?) per recuperare un contatto, una visione più materica della realtà che ci circonda. C’è bisogno di un ritorno alla fisicità, di sporcarsi le mani. E nel mio caso, me le sporco davvero, sia che scriva – ho riscoperto con grande soddisfazione la scrittura a mano – sia che disegni. Sì, sono stata proprio fortunata 😀 Ed è solo l’inizio!

  2. Pades

    Hai ragione, si fa un passo indietro quando si intuisce che la strada intrapresa è quella sbagliata, uno avanti se quella sbagliata la si vuole lasciare alle spalle. 🙂
    Anche io adesso cerco di dedicarmi a ciò che mi piace di più, come un maggiore contatto con la natura.
    Continua a raccontarci come va, e come influisce sulla tua scrittura!

  3. Adriano

    Interessante questo corso 🙂 Peccato a non averne anche qui.

    • Ciao Adriano! Sì, come avrai capito dal mio entusiasmo questo corso è davvero bello. E affronta in maniera del tutto originale il tema del disegno e, più in generale, della creatività. Emanuela, l’insegnante, ha intenzione di costruire dei corsi online. Quando usciranno, ti avvertirò così potrai andare a curiosare e, chissà, magari ti appassionerai!

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