emma frignani

Noli foras ire, in te ipsum redi, in interiore homine habitat veritas.

equilibrio e tensione sono parti dello stesso percorso verso l'armonia

Equilibrio e tensione

Essere capiti vuol dire essere presi e accettati per quello che siamo. (Natalia Ginzburg)

Forse, alcune tappe del nostro percorso qui sulla Terra sono stabilite. Come i puntini da unire per ottenere una determinata immagine, anche per quanto riguarda la nostra esistenza umana, se saltiamo anche soltanto un puntino, non riusciamo a delineare l’immagine giusta. Giusta? Quella prevista dal piano. Ma chi ha costruito il piano? C’è davvero un piano? E perché l’essere umano è portato, dacché è cosciente di sé stesso e del proprio pensiero -una minuscola parte di esso, invero-, a credere che vi sia un progetto, una sorta di architettura, mistica, aliena, scientifica, dietro ogni scelta, dietro alla nostra storia?

Il bisogno di scoprire il perché ci affonda in un oceano di dubbi, per lo più irrisolvibili. E, al contempo, ci sprona, ci spinge a cercare un senso. Un significato. Da qui, la passione per la tassonomia, per le categorizzazioni, per la suddivisione. Separare ha un prezzo, sistemare ogni dettaglio in un cassetto ha un costo elevato in termini di comprensione.

Comprendere, prendere insieme, avere una visione a tutto tondo da una parte; escludere, separare, avere una visione limitata e stretta dall’altra.
Come spesso accade, due facce della stessa medaglia: proprio il bisogno di comprendere porta l’individuo a dividere, analizzare, sezionare, preda di una sete inestinguibile, che richiama sé stessa ad ogni piccolo movimento.

L’equilibrio è frutto di un’incessante tensione, un assestamento fluido e costante, saldo e immutato soltanto all’apparenza; frutto, al contrario, di piccoli, incessanti spostamenti da un polo all’altro. Il risultato è una stabilità di superficie. Eppure, la ricerca o, quantomeno, il desiderio di equilibrio sono piuttosto comuni. Come spesso accade, sono le cose che si imparano durante il percorso verso la tanto agognata sicurezza quelle che andranno a comporre il mosaico della nostra vita. E che ci serviranno a percepire la tensione come essa stessa parte fondante della nostra armonia.

 

 

[M. C. Escher, Vincolo di unione]

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4 Comments

  1. Questo tuo articolo mi era sfuggito. Complimenti, Emma!
    Tocca dritto, dritto il punto

    • Grazie Noemi, quello che mi scrivi mi fa un grandissimo piacere. Arrivare al punto, senza tanti giri e tornanti. Così mi piace pensare, così mi piace scrivere. Devo confessare che mi sono gongolata non poco quando ho letto “minuziosa indagine” nella tua presentazione all’interno di #adotta1blogger 😀

  2. D.

    L’ho sempre pensato anche io… L’equilibrio è dinamico, mai statico, e il nostro desiderio di raggiungerlo si prefigura come tensione che per sillogismo semplice si identifica con la qualità della vita, e quindi con la felicità (?). Quel che è certo è che non smetteremo mai di cercare… Sono totalmente d’accordo con le tue riflessioni, è bello leggere dei pensieri in cui posso rispecchiarmi come se guardassi un lago perfettamente immobile, pensieri tra l’altro espressi con piacevolissime parole. Questo post mi è proprio piaciuto, complimenti!!! E pensare che è di gennaio, chiedo scusa per averlo letto così in ritardo 🙂

  3. Il desiderio umano di equilibrio è il motore stesso della nostra esistenza; nel momento in cui ci fermiamo e smettiamo di cercare, non è perché siamo arrivati, ma perché ci siamo arresi. In fin dei conti, da cosa siamo mossi se non dalla costante ricerca della felicità?

    È bello arrivare a una sintonia tale attraverso le parole. Questa è l’essenza della comunicazione.

    Ho un profondo affetto per il sillogismo -nostalgia di studentessa- e ti ringrazio di averlo portato qui insieme al tuo graditissimo commento 🙂
    Ti sono grata per il paragone tra i miei pensieri e l’immagine del lago. D’altronde, sono riflessioni, è nella loro natura specchiare.

    La bellezza di alcuni post è che sono senza tempo, e arrivano a chi è pronto quando è il momento di essere letti 😉

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