emma frignani

Noli foras ire, in te ipsum redi, in interiore homine habitat veritas.

Il mio autunno

Funny how we try and think our way out of an overly active mind, or makes plans for being more present at some stage in the future.

Leggo questo “mindful moment” gentilmente offerto da Headspace, una simpatica app che ho installato sul mio smartphone per aiutarmi a meditare, e penso tra me e me che non sia un caso. Proprio ora, proprio qui.

Mi sono accorta – e ora posso dirlo con una certa sicurezza – di aver fatto qualche passo indietro. Non so con precisione quando questo cammino a ritroso sia iniziato, ma già durante le vacanze-honeymoon mi rendevo ogni giorno più conto di aver cambiato rotta.

La mia tendenza all’accumulo si è fatta via via più sottile, fino a diventare tagliente.
Ricordo quello che diceva Anna durante il suo corso di Medulla sul ciclo mestruale come risorsa: alterniamo periodi di raccolta a periodi in cui sentiamo il bisogno di sfoltire. Come le stagioni, anche noi seguiamo dei ritmi piuttosto precisi. Simili a una sinusoide, in noi si avvicendano energia e stasi, apertura e chiusura, forza e debolezza in una danza incessante di pieni e di vuoti.
Questo è un fatto. Prenderne coscienza può aiutarci a capire noi stesse e noi stessi. E, chissà, forse anche chi ci sta attorno. Non capire questi ritmi, d’altronde, può portare a considerare comportamenti altrimenti normali e legittimi come sbagliati e malsani. E viceversa.

Dicevo, la mia tendenza all’accumulo si è assottigliata fino a trasformarsi in un punto. Una freccia. All’ampiezza si è sostituito un imbuto. Dove mi porterà, non lo so ancora, ma di certo voglio tuffarmici per scoprire cosa troverò laggiù (o lassù).
La prima avvisaglia cui ho prestato attenzione è stata a una prima occhiata piuttosto lontana da questi discorsi: ho notato che avevo cominciato a leggere in maniera seriale tutti gli scritti di un autore. Volete sapere chi era lo scrittore in questione? Ma naturalmente il buon Douglas Adams! Dico naturalmente perché sono sicura non potesse capitare autore più adatto a questa mia trasformazione.
Durante i giorni di meritato riposo, mi sono ritrovata spesso a leggerlo e, finito un suo libro, sentivo l’esigenza quasi fisica di proseguire con lui.
E così sto facendo.

Voi penserete a questo punto “Sì, ok. E quindi?”
Quindi non mi è mai successo di leggere di fila sei romanzi di uno stesso autore, anche se cullavo l’idea dalla notte dei tempi. Ma la realtà mi ha sempre portato altrove, facendomi saltare da un testo all’altro e da un autore all’altro. Non sto dicendo che questo zompettare di palo in frasca – come direbbe qualcuno – sia negativo o sbagliato. Semplicemente, ho fatto caso a questa mia nuova tendenza.
Tornati dal viaggio, ho subito programmato un bel decluttering dei nostri abiti e un riordino generale della casa.

Quando mi sono ritrovata di fronte al mio fidato mac, aperto il mio client di posta, ho cominciato a fare pulizia e a cancellare iscrizioni. Facebook mi sta stretto, Twitter mi agita. Insomma, credo di aver capito che ho bisogno di isolarmi un tantino.

Mi capita di tanto in tanto di avere questi periodi, ma è passato troppo tempo dall’ultimo. Inoltre, alle volte le persone si offendono quando sparisci o non ti fai sentire per un po’. Ma non è per spocchia né per cattiveria o rabbia. È soltanto un fisiologico bisogno di solitudine e calma. Il mio autunno. E sono così felice sia arrivato. In più quasi in sintonia con le stagioni del mondo. Ho bisogno di spazio. Di spazio vuoto. Per definire, dopo anni di silenzio e ascolto, quello che voglio fare io. Per dare aria ai progetti che gironzolano nella mia testa.

Ho scoperto che non posso fare a meno di scrivere e disegnare. Benissimo!
Ho pensato che non fosse sufficiente e così mi sono (ri)messa a studiare – altra attività che mi dà un gran gusto, lo ammetto – e a cercare punti di riferimento da cui imparare a coltivare la mia passione per la scrittura e il disegno. Ottimo.
Ho studiato, raccolto, letto, studiato, raccolto, letto, analizzato, sperimentato (quest’ultimo meno, molto meno rispetto al resto).

Adesso che mi sto dando questi segnali, devo ascoltarli: è ora che trovi la mia strada, che metta in pratica tutto quello che ho studiato e che sto continuando a seguire senza tregua. È ora che dia spazio a queste passioni per migliorarmi e per produrre qualcosa che sia finalmente mio. Sento il bisogno di focalizzarmi sui miei progetti per concretizzare. Per passare dalla potenza al benedetto atto. Per smettere di sentirmi insicura. O per sentirmi insicura, ma di una creatura che sia solo mia.

Silenzio, spazio, vuoto, pausa, riposo.
Parole che riconducono tutte al nostro umano bisogno – spesso contrastato se non messo da parte – di creare. Perché si possa essere creativi, è indispensabile fare spazio.

In principio… la terra era informe e deserta e le tenebre ricoprivano l’abisso. (GENESI 1, 1-2)

Senza paura, credo che dovremmo riscoprire il mistero del vuoto, immergerci nel silenzio. Per poter aprire finalmente il vaso che contiene tutti i doni.

 

[Photo credit: Pexels]

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4 Comments

  1. Spazio! Conosci Eckhart Tolle, per caso? Se la risposta è no, sappi che forse ti piacerebbe (a me piace molto). Su YouTube trovi molto su di lui, libri a parte.
    Sono sempre stupita per il modo in cui idee e sensazioni sembrano propagarsi e contagiare diverse persone in simultanea (dico “sembrano”, ma sono convinta che sia proprio così). Nelle tue parole sento gli echi dei miei pensieri più recenti. 🙂

    • È un nome, quello di Eckhart Tolle che trovo e ritrovo da tempo, come quelle idee che non hai mai tempo di prendere sul serio ma loro no, si ostinano a rimanere nella tua testa. E allora, al più presto andrò a cercarlo su YouTube 😉
      Anch’io sono convinta che le idee e il sentire si diffondano come virus. C’è chi è più ricettivo a certe idee in un dato momento, chi invece in un altro momento o modo. Intanto, loro se ne vanno a spasso in cerca di qualcuno che le adotti. Mi piace questa contaminazione foriera di novità e aria fresca!

  2. Rosalia Pucci

    Ciao Emma, gli ultimi due post rivelano un’ anima profonda e tormentata che ha bisogno di silenzio, di spazio, di vuoto; un’anima che anela a trovare il senso di sé nella creatività e nell’arte. Mi piace molto questa ricerca la cui tensione mi è familiare.

    • Ciao Rosalia!
      Mi hai scoperta
      Sono sempre stata “tormentata”, dal bisogno di capire e andare in profondità. Anche se a volte può essere sgradevole. Anche se a volte non c’è niente da scavare.

      Leggere, scrivere e disegnare mi aiutano a rendere tollerabile le storture del mondo (e mie).

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