emma frignani

Noli foras ire, in te ipsum redi, in interiore homine habitat veritas.

Secondo esperimento di scrittura di getto. Rigorosamente a mano poi trascritta.

#imieiprimipensieri 2

Ne avevo proprio bisogno. E non ringrazierò mai abbastanza Chiara, che mi ha gentilmente invitato a partecipare a questa iniziativa coraggiosa e originale.
E così, ecco i secondi #imieiprimipensieri, che ho rigorosamente scritto a mano dandomi un tempo di venti minuti e di cui riporterò la fedele trascrizione.

Da ieri sto pensando con insistenza alla mia voglia di scrivere.
Trattenuta, rannicchiata
come se avesse paura dei segni che usciranno dalla punta precisa della mia stilo.
Eppure. Eppure è rimasta lì, a fissarmi dal suo nascondiglio. Forse sperando nelle pagine mattutine. Forse in un post.

E io l’ho tenuta stretta per potermi infilare nel labirinto che sono i miei pensieri.
Un ghirigoro morbido e affollato che mi soffoca.
Non vedo bene non riesco a distinguere la mia voce in mezzo a questo frastuono.
Ho bisogno di un po’ di silenzio.
E allora mi metto a scrivere.
Cesello le parole buco il foglio
spingo con le dita sulla penna che prende forma di scalpello.
E intaglio le preoccupazioni e i sogni per renderli più simili a quello che ho in mente. A quello che voglio sul serio.

E non sento il pizzicore della rabbia.
Ma soltanto il suono secco di foglie che fa la mia penna. Che sembra scrivere da sola, mossa dal mio bisogno di fare spazio. Di respirare.

Quando la confusione butta all’aria i progetti è meglio non fermarla. Potrebbe farmi scoprire germogli nuovi, inaspettati e piccoli.

Se ho la pazienza e l’umiltà di prendermene cura liberandoli dalle infestanti ottuse può anche darsi il caso che nasca qualcosa di buono.

Mi sono accorta di aver esagerato nel voler cambiare, migliorare, diventare l’Emma che ho in mente. Pazienza, perché almeno adesso ho un’Emma definita che mi saluta dall’universo della mia immaginazione.

Ha preso il posto di un’immensa voragine che aveva cominciato a divorare la mia voglia di vivere.
Mi stava trascinando giù nel suo nero.
Ma ho reagito.

[Immagine mia, il manoscritto. Tempo di esecuzione 20 minuti. Ho inserito gli spazi più o meno come li ho visti sul testo scritto a mano]

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2 Comments

  1. Emanuela

    Emma, mi piace proprio tanto come scrivi, mi tocca dentro…..

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