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emma frignani

Noli foras ire, in te ipsum redi, in interiore homine habitat veritas.

Scrittura di getto basata su una proposta di Chiara Solerio.

#imieiprimipensieri

Siccome dai commenti è emerso che molte persone hanno difficoltà ad abbandonare il controllo che la mente esercita sulla loro creatività, ho deciso di proporre un gioco che sarà utile a tutti, compresa la sottoscritta. Mi trovo infatti in una fase piuttosto delicata della mia gavetta letteraria: dopo aver integrato nel mio modo di scrivere le basi di una competenza narrativa sì migliorabile ma comunque discreta, sento la necessità di ritrovare la connessione con quella creatività gioiosa e un po’ anarchica che in passato ha dato vita ai miei testi più intensi. Ho bisogno di impazzire, e voglio farlo insieme a voi.
[grassetti miei]

Queste le parole di Chiara, mamma del blog Appunti a Margine, nel suo invito a giocare. E allora giochiamo.

Le regole sono poche e semplici (hahaha):

1 ­- Fissate un limite minimo di tempo o di parole e indicatele all’inizio del post.

2 – Evitate di rileggere e cancellare, sia durante sia dopo la stesura

3 – Rinunciate a giudicarvi

4 – Pubblicate il post sul blog

 

Fissato il limite a 15 minuti, ho preso un po’ di fogli, la mia stilografica rosa e, con molta calma, sono partita verso lidi sconosciuti, quelli de #imieiprimipensieri.

#imieiprimipensieri1

#imieiprimipensieri_foglio1

#imieiprimipensieri2

#imieiprimipensieri_foglio2

 

 

 

 

 

 

 

Per rendere fruibile quello che ho scritto, ho pensato di ricopiarlo così com’è venuto. Non sarà una revisione, ma una pedissequa trascrizione dell’originale.

I miei primi pensieri li voglio scrivere a mano. Per lasciare tempo. Ai pensieri, di emergere dal buio. A me, di guardarli nascere per poi lasciarli andare.
E, andandosene, raggiungere chi vorrà leggerli. I miei primi pensieri non fanno paura. Non sanno di insicurezza e vergogna.
Sono freschi e dissetanti e leggeri come soffioni mentre si disfano al vento.
Anche se loro, i pensieri, si piantano su questo foglio bianco, incisi dalla mia penna.
Restano qui e se ne vanno nello stesso momento. L’incisione fessura che si apre sul mondo.
La luce e il buio si baciano un istante prima di inondarmi di un senso nuovo, acuminato e sapiente.
Il giudizio non mi spaventa più e continuo a segnare il bianco con la mia lingua mentale. Emisfero destro ed emisfero sinistro non bisticciano per il potere ma si danno la mano e passeggiano nel giardino della mia immaginazione.

Scrivere di getto, con la lentezza propria della scrittura a mano, mi rende felice.
Mi sembra di vincere la separazione tra logica e ispirazione, tra limite e libertà.
In una danza sconnessa soltanto all’apparenza ma forte e solida a uno sguardo più attento. Il tempo. È il tempo che sembra sempre di fretta quando invece di fretta non ne ha alcuna, come tutte le illusioni.
Non so dove sto andando. Non che importi.
Ciò che importa è camminare e godere del proprio respiro.
Nuova, uscita dal guscio dopo tanto soffrire, mi libro in volo verso il sole, accompagnata da una consapevolezza che ritenevo una condanna. Libera di fermarmi, libera di offrire parti di me senza paura dei pensieri degli altri.

 

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2 Comments

  1. chiarasole1981

    C’è qualcosa che nel tuo scritto mi ha profondamente commossa. Non so nemmeno io quale sia stata la scintilla che ha scatenato questo fiume di emozioni. Forse, il riferimento al giudizio, che in passato ha creato anche a me tanti tristi condizionamenti. Grazie di cuore per aver partecipato al gioco. Oggi, probabilmente, usciranno anche i miei primi pensieri.

    • Ma Chiara, mi era scappata questa tua perla lasciata qui! Rinnovo – tanto non scade mai – il mio grazie a te, che mi hai dato modo di aprire nuove piccole crepe nella mia solida insicurezza quotidiana. Il giudizio, a volte, è un pungolo che continua a ferire anche quando ti sembra spuntato. Continuerò anch’io, in tempi e modi ancora vaghi, a coltivare questo gioco. Perché è bello e fa bene. E, condiviso, può far bene anche ad altre persone. <3

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