«Un’idea ha bisogno di respirare per attecchire»
[Chiara Solerio]

…Cammina cammina, si trovò di fronte a un bivio.
Come scegliere? Con quale criterio?
Impietrita dal peso della possibilità, decise di agire senza fermarsi a riflettere sulle conseguenze: era un gesto sconsiderato per la sua indole affetta da manie di controllo, e per questo estremamente eccitante e spaventoso.
Alzò il piede sinistro e, allungando la gamba senza guardare, lo appoggiò al suolo determinando alla cieca la propria direzione.

Aveva letteralmente fatto il passo. Proseguì per la strada che il suo piede aveva decretato fosse quella da imboccare. Certo, era una sensazione nuova e a dir poco gradevole: la casualità le dava paradossalmente una certa gioia e fiducia.
Come se, tutt’a un tratto, la vita stessa le avesse dato uno schiaffo per svegliarla da un torpore di cui non riusciva più a ricordare la genesi.
Le pareva di assomigliare a quelle frivole bolle di sapone soffiate dai bambini in riva al mare, quando d’estate il caldo ti scioglie e le onde ti cullano lo spirito cantando suoni ancestrali che il vento diffonde insieme alle bolle e a zaffate di prodotti solari.

Non sapeva dove stava andando: non era importante.
Il punto focale non risiedeva nel conoscere la destinazione, che si sarebbe resa manifesta a tempo debito, ma piuttosto nel fatto stesso di liberarsi dalle volute di un ragionamento pretenzioso e ingordo di energie; tagliata l’edera di una infeconda interpretazione, ecco che compariva davanti ai suoi occhi attoniti una radura dove la semplicità regnava in un’armonia tanto spettacolare quanto primitiva nella sua rigorosa imponenza.

Di fronte a tale bellezza, meticolosa nella sua apparente imprecisione, non le restava che prendere un bel respiro e avanzare, raccogliendo in un cestino le ispirazioni che le venivano offerte con l’ingenua e inconsapevole generosità tipica della Natura.