emma frignani

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#liabbiamoaiutaticosì, un progetto di Silvia Camnasio.

#liabbiamoaiutaticosì: alla ricerca della nostra peculiarità.

Già dal nome, #liabbiamoaiutaticosì, si può intuire a cosa si riferisce questo progetto, creato e promosso da Silvia Camnasio, conosciuta, come altre persone con cui condivido interessi e passioni, qui in rete, nella fattispecie su Facebook, grazie alla comunità di #adotta1blogger e all’evento creato da Mary Perez, “Metti un mi piace“, conclusosi lo scorso 12 gennaio.

Il 3 gennaio, Silvia mi ha chiesto di partecipare al suo progetto e io non ho resistito, ho fatto un paio di calcoli di tempo e le ho dato subito la mia disponibilità.
Ma non stiamo parlando di me o del mio racconto, gentilmente ospitato sul sito di Silvia.

Quale miglior modo di spiegare questa iniziativa, se non con le parole della sua creatrice:

«#Liabbiamoaiutaticosì è una nuova rubrica del nostro blog.
E’ nata per caso, come la maggior parte delle faccende di questo blog… un pretesto per raccontare cosa facciamo noi per aiutare te, partendo dalla storia di qualcuno, raccontando cosa gli è successo, per arrivare a spiegarti cosa abbiamo fatto noi per questa persona.
Non mi bastava però, ci sono tante storie da raccontare, così tanti bei gesti nel mondo, così tante persone che, nel silenzio fanno cose meravigliose per altri esseri viventi, che mi sono detta: “Ma perché fermarsi al noi facciamo così? Raccontiamo cosa fanno tutti!!”
E così è partito il tam tam… sto raccogliendo i vostri racconti, le vostre storie, persone meravigliose che hanno fatto e continuano a fare gesti silenziosi per altri esseri viventi

È un’idea che mi ha subito conquistata, anche se non nego di aver avuto qualche difficoltà a trovare un’idea per il mio racconto. Ma anche questo fa parte del gioco. Anzi, devo ringraziare Silvia perché ha pensato a me, mi ha proposto di mandarle il racconto di una mia esperienza d’aiuto e ha deciso di ospitarlo sul suo sito, insieme ad altri racconti, che vi consiglio di leggere. Perché fanno bene: fa bene sapere che non viviamo nella reciproca indifferenza, che non siamo isole. È, questa narrazione, una forma di protesta, un coro di voci che ci mostra l’altro lato della medaglia, quello magari più nascosto, meno rumoroso, ma doppiamente importante, perché ci unisce e ci pone sullo stesso piano, grazie alla relazione che s’instaura tramite l’aiuto.

Per maggiori informazioni riguardo al progetto e ad un’eventuale partecipazione, vi rimando al sito di Silvia: http://www.moto39ilblog.it/liabbiamaiutaticosi/.

[Photo credit: Silvia Camnasio blog]

 

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6 Comments

  1. Ma grazieee!! Che meraviglia, sono emozionata, davvero Emma mi hai commosso!!!
    Sei davvero preziosa! ecco mi viene in mente solo questo termine.
    Grazie

  2. Silvia cara, questo è lo spirito della rete, ciò che la rende magica ai miei occhi. Anche questo è essere vicini, aiutarsi. È bene diffondere la volontà di condividere esperienze, capacità e passioni. È la nostra possibilità di dare un messaggio positivo e di agire per raggiungere i nostri obiettivi. Arricchendoci nel vivere concretamente la condivisione. “Preziosa” è un complimento che conserverò gelosamente per i momenti in cui dubito di me 🙂 Grazie ancora per la bella opportunità!

  3. Molto interessante Emma. Corro a leggere il tuo contributo.

    • Ciao Rocco, benvenuto sul mio blog e buona lettura 🙂 Poi, mi dirai cosa ne pensi, se ti va.

      • Certo Emma, davvero un gran bel post quello che hai pubblicato su moto39. Mi aspettavo qualcosa di diverso, probabilmente di più semplice, poi invece mi sono trovato travolto da un bel mix di emozioni. Effettivamente non è semplice rispolverare nella memoria buone azioni che abbiamo fatto agli altri. Un aiuto tale non sarebbe se riportato in un quadro di contabilità. Non esiste un dare e avere delle buone azioni.
        A presto.

        • Esatto, caro Rocco, la relazione d’aiuto non è -a mio parere- un “do ut des”, ma un dono, spesso inconscio. Forse, posso rendermi conto di quello che do nel momento in cui l’altro mi ringrazia, gode dei benefici del mio contributo. Come in uno specchio. L’aiuto perde valore “se riportato in un quadro di contabilità”, è proprio così.
          Sono felice di averti in un qualche modo sorpreso 🙂

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