emma frignani

Noli foras ire, in te ipsum redi, in interiore homine habitat veritas.

Riflessioni sul Nulla e sugli espedienti per riempirlo.

Sul Nulla

«Se altri deprecavano il nulla, i giochi di parole e i paradossi dello scrittore fornivano sempre nuovi argomenti per screditarne la coerenza come concetto ragionevole. Ma quando il nulla tornò di moda tra i pensatori seri, i suoi giochi di parole non erano forse profonde esplorazioni dell’insondabile concetto filosofico che il nulla rappresentava?» [J. D. Barrow, Da zero a infinito].

Il nulla, il vuoto fisico e non solo. Siamo alla continua, estenuante ricerca di un riempitivo, di un passatempo che ci permetta di dimenticare il nostro destino, l’unica costante che ci accomuna tutti quanti. Almeno noi esseri umani.

Ognuno cerca il proprio barocco, l’antidoto all’accidia che pervade ogni singolo gesto, ogni parola. Un sussulto, una carezza, un contatto. Per sedare il costante horror vacui, persistente come il sapore di un buon vino. Ci ritroviamo soli, in una bulimia di cibo, oggetti, informazioni, attenzione media costante. Inutile perché deprivata del suo scopo: l’apprendimento. Presuntuosi e tracotanti, avanziamo verso l’abisso, credendo di poter compiere il salto. Ma abbiamo perso le ali, piccoli Icaro lasciati a sé stessi. Buchi neri massicci.

Forse occorrerebbe fermarsi. Fare il vuoto attorno. E guardare. Ridere per niente. Del niente.

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2 Comments

  1. Stai parlando da sola o non vedo io? Stai rispondendo a dei commenti che non ci sono. Forse sono ancora in attesa di essere “moderati”? Il dubbio riempie un vuoto. 😉

    • Non visualizzo più i commenti che c’erano… Glaurito mi aveva commentato ma ora non trovo più nulla (hihihihi). Parlo da sola, ma non sul blog. Del resto, il mio blog è taciturno 🙁

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