emma frignani

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Come affrontare la paura di scrivere e diventare persone migliori

Come affrontare la paura di scrivere

Mi chiamo Emma e scrivo.
Mi occupo della creazione e della gestione dei contenuti per conto di Core41 Web Solutions.
E vi confido che mi diverto molto.
Questo non significa certo che questa avventura che ho deciso di intraprendere non sia irta di difficoltà e non richieda qualche sacrificio e soprattutto un costante, indispensabile studio.
Ma posso enumerare diversi motivi per cui sono estremamente contenta di quello che faccio e non rinuncerei per nulla al mondo a farlo:

  • in primo luogo, studiare mi permette di incontrare una miriade di astri virtuali e virtuosi che contribuiscono alla creazione del mio empireo gnoseologico;
  • in seconda battuta, studiare mi piace e studiare per scrivere bene e far decollare i progetti aziendali mi piace ancora di più;
    studiare inoltre mi consente di approfondire argomenti apparentemente distanti tra loro e di connetterli in una visione più ampia e completa;
  • infine, studiare mi fa crescere come persona.

E chi non vuole migliorarsi?
Solo, occorre trovare il modo per farlo divertendosi e godendo di ogni istante trascorso focalizzati sul proprio obiettivo. Procedendo “a passi di bimbo”, come ama dire il mio compagno, sto scalando una montagna di nozioni, attitudini, abilità e competenze che mi aiuteranno a costruire la tanto agognata e utile Torre dell’Esperienza.

Ho compreso che è di fondamentale importanza mettersi in tasca la paura e tenerla come talismano per i momenti più difficili, quando inerpicarsi sembra impossibile e la vetta pare irraggiungibile. Allora, proprio quando le gambe cedono in preda alla capitolazione, estraggo il mio amuleto e lo osservo, razionalizzandone il potere magico così da renderlo innocuo.

Come ho appena imparato da Diventa un pioniere di Luca Panzarella, “primo, fare un passo indietro non è sempre segno di paura del successo, ma può essere una naturale evoluzione delle cose. Secondo, sbagliare o cambiare obiettivo e ricominciare fa parte cioè del gioco e non ha nulla a che fare con la paura di vincere”.
Del resto, non è forse il percorso il motivo (da ‘movēre’ appunto) costante del viaggio e la sua ragion d’essere?

E voi, come ve la cavate con la Paura?

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4 Comments

  1. Usare la paura come talismano è un’espressione molto carina, azzeccata direi. 🙂

  2. Come infiorettare l’Uomo Nero e far(me)lo sembrare un signore elegante in abito da sera 🙂

  3. Me la cavo malissimo! Fare “a passi di bimbo” (espressione davvero bella!) aiuta tanto. Ultimamente ho fatto passi da gigante e la paura che mi hanno causato ha rischiato di frenarmi tantissime volte. Quello che mi ha spinto a superarla era il desiderio di ottenere quello per cui avevo rischiato tanto.

  4. La paura non sempre limita, a volte rappresenta un avviso: attenta, fermati.
    Guardati attorno, verifica le condizioni e poi decidi se proseguire da questa parte oppure prendere un altro sentiero.

    Riguardo alla lunghezza dei passi, sono una professionista dei passi più lunghi delle gambe(tte) e ho compreso che non mi portano da nessuna parte.
    Così ho fatto mio il detto che piace anche a te “a passi di bimbo”: ringrazio il mio compagno che me ne ha svelata tutta la disarmante bellezza. Constatando che avevo messo in cantiere un milione di cose da fare per cambiare attività e modus vivendi, e notando che andavo via via perdendo la ragione senza raggiungere i risultati (ancora nebulosi al tempo) che mi ero prefissata, un giorno mi ha dato questo magnifico consiglio: porsi pochi obiettivi e realistici. Poi rimboccarsi le maniche e perseguirli con costanza e poco per volta. Come fa un bimbo piccolo nel suo percorso di apprendimento.

    E così, eccomi qui.
    In continuo movimento verso le mie mete perché “quello che mi ha spinto a superarla [la paura, n.d.a] era il desiderio di ottenere quello per cui avevo rischiato tanto.”

    Grazie e stay strong 🙂

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