La ricerca, per essere tale, come giustamente detto da Viviana e Leonardo in un commento, deve partire dal principio di non esclusione, «cioé dall’uso di qualsiasi tecnica che possa innanzitutto riunire piuttosto che dividere (Sé interiori, persone, modelli, filosofie, tecniche, scuole, discipline, etc.), perché senza pace interna nessuna ricchezza ha davvero valore, per quanto possa brillare in lontananza».

L’unificazione è un processo: ciò indica che non è data – in tal caso, avrei parlato di unione – ma è il risultato di una scelta, che porta spesso ad esiti imprevedibili ed è strettamente connessa al lavoro di sottrazione, volto a ripulirla dal superfluo.

L’essere umano ha sempre avuto la passione per l’analisi, la dissezione, lo smembramento in ogni ambito conoscitivo; dalla curiosità orientata all’esterno, che ci ha portati a enormi progressi in ambito scientifico e non solo, all’interesse verso l’interiorità, passando attraverso i più svariati campi del sapere, dove formazione umanistica e percorso sperimentale si coniugano per dar vita a nuovi settori, la ricerca si è ramificata formando un reticolato di conoscenze settoriali sempre più specializzate nel tentativo innato di svelare e dare significato all’ignoto.

E ora, dopo anni di raccolta di dati, occorre unire le nostre conoscenze a plasmare un quadro d’insieme che ci aiuti a vivere pienamente, riacquistando una consapevolezza rinnovata di noi e del mondo in cui viviamo. Ma se, come ho appena scritto, il percorso conoscitivo, invece di tendere all’unione, genera sempre nuove branche scollegate tra loro e, a volte, addirittura in competizione per la supremazia del proprio punto di vista, allora come possiamo arrivare all’unificazione?

Twittando con Paola sul senso della comunità #adotta1blogger, è venuta a galla una basilare definizione di sistema, la cui etimologia rimanda al concetto di unione come risultato di una volontà affine di diversi elementi mossi da un obiettivo comune e funzionale.

Ecco il senso della comunità, che sto ritrovando quotidianamente grazie alla rete di contributi che ciascuno propone e offre in una moderna agorà decentrata e fluida, veloce ma persistente, una piazza virtuale dove ogni individuo non solo mantiene, ma accresce il proprio valore in virtù dei gesti di condivisione e partecipazione attiva che decide di donare.

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