emma frignani

Noli foras ire, in te ipsum redi, in interiore homine habitat veritas.

Come iniziare la ricerca del proprio oro interiore

Come si cerca l’oro interiore?

Tutto è iniziato all’interno del gruppo Facebook #adotta1blogger: si parlava amabilmente del concetto di ricerca interiore, per sua natura collegato all’efficacissima tecnica michelangiolesca “del levare”, secondo cui “l’immagine è dentro, basta soltanto spogliarla”, affermazione meravigliosa che rimanda al lavoro di cesello proprio della scultura, la quale plasma per sottrazione, affina la forma tagliando e togliendo materia fino a raggiungere il risultato ambìto.
Uno di quei confronti che piacciono tanto alla Emma filosofa e “cercatrice d’oro interiore”, come io stessa mi sono definita in preda all’entusiasmo.

Come spesso accade nei gruppi Facebook che frequento, le discussioni si aprono e si chiudono con spontaneità, gentilezza e grande rispetto, oppure si dilatano nel tempo, eventualità verificatasi in questo caso. Aprendo il mio profilo, ho infatti trovato una notifica di menzione che riguardava lo scambio suddetto; incuriosita, sono subito andata a vedere e sono incappata in una domanda scaturita dal confronto nato con Nick riguardo a un suo post che avevo condiviso : “come si cerca l’oro interiore?” mi ha chiesto con candore disarmante Monia, evidentemente attirata dalla mia dichiarazione. Dopo un attimo di silenzioso turbamento, ho risposto in maniera piuttosto evasiva, suscitando in lei un’altra domanda, questa volta più diretta: “Uhm … Ma ci sono tecniche, linee guida o percorsi?”. A quel punto, sono rimasta intrappolata nella necessità di fare chiarezza a lei e, di conseguenza, anche a me.

Ho iniziato a pormi domande sul mio percorso, sul significato e sul ruolo che ha nella mia vita:

  • perché avverto l’esigenza di cercare?
  • da dove sono partita?
  • come mi sto muovendo?
  • quali risorse utilizzo?

Alla prima domanda non posso rispondere se non dicendo che sono curiosa per indole; dacché ho memoria, mi sono sempre chiesta il perché di tutto, quesito che già di per sé rappresenta un lavoro a tempo pieno, non remunerato e spesso avaro di soddisfazioni.
Credo di poter rispondere alla seconda domanda sfruttando la similitudine della nascita come caduta nel mondo: l’essere umano cerca per istinto la felicità dal momento in cui nasce fino alla morte. Non sempre riesce a trovarla, tanti sono gli ostacoli e innumerevoli le fratture che lo allontanano dal sentiero, ma lui, imperterrito, non si dà per vinto, anche se non sa bene cosa sta cercando, e sbaglia, si spezza e si demoralizza.
Così scivolo verso la terza risposta, perché sono quasi certa di essere umana: devo quindi dedurre che anch’io non sono esentata da tale cocente urgenza e, dopo errori incalcolabili e fallimenti epocali, ritengo di aver imparato a muovermi asintoticamente nella direzione giusta.

Ma veniamo al dunque: a cosa attingo per procedere nella mia corsa all’oro interiore? Non è facile rispondere, infatti sto temporeggiando, ma ho dato la mia parola e non posso più aspettare.
Quando ti appresti a compiere una ricerca del genere, ti si apre davanti agli occhi un universo sconfinato: ecco che occorre effettuare delle scelte per non perdersi. Innanzitutto, leggo e scrivo ogni giorno per passione e per lavoro, perciò faccio riferimento all’incantevole ambiente della scrittura, fonte perenne di nuovi spunti popolata da individui davvero interessanti, che meriterebbero più di qualche post dedicato (idea luminosa).

Scrittura e lettura sono state le chiavi di accesso per entrare in contatto con realtà affini al mio sentire e mi hanno portato a conoscere ad esempio Andrea Giuliodori, geniale fondatore di un blog di crescita personale tra i più attivi e validi del panorama italiano; Andrea fornisce consigli utili e soprattutto realizzabili per aiutare le persone a trovare la versione più bella e completa di se stesse senza giudicare né fare il professore, ma semplicemente esponendo fatti, tecniche e percorsi sperimentati da lui in prima persona.

Scavando, ho poi incontrato il blog di wellness coaching più spassoso e coinvolgente del web, gestito con cura meticolosa dall’associazione culturale I feel good. I fondatori, la briosa Viviana Taccione e il sapiente Leonardo Di Paola, riescono ad amalgamare competenza, serietà, empatia e straordinarie capacità comunicative allo scopo di offrire a chiunque lo desideri “soluzioni per il benessere, l’abbondanza e la libertà personale”.

Ultimamente, mi sono imbattuta in un blog che mi è piaciuto fin dalla favicon, un quadrato di arcobaleno, con riferimento al titolo e allo scopo del suo fondatore Enrico Fedi: Colour Your Future è una promessa di crescita e condivisione di risorse fondamentali per ritrovare se stessi e la felicità.

Per concludere, dovrei forse menzionare tanti libri e in particolare tutte le persone con cui mi rapporto qui in rete e fuori, ma il post diventerebbe eterno, perciò mi fermo qui con le citazioni e lascio la parola alla pratica, sì, quella dello Yoga, la quale mi permette di ri-unire corpo, mente e cuore in una superiore forma di sentire e plasma nuove abitudini con la delicatezza e l’incisività dell’acqua di un torrente.

E voi, come cercate il vostro oro interiore?

 [Photo credit: Freepik]

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7 Comments

  1. Emma, grazie per la citazione!
    Dopo aver letto il tuo bel post, mi sono convinto che la tua personale ricerca (a 360°) dell’oro interiore ti porterà senz’altro a trovarlo.
    Chiedi come cerco il mio?
    In generale, allo stesso modo in cui hai risposto a Monia, all’interno della discussione: “Credo sia un percorso molto personale in cui ciascuno, avanzando per tentativi, trova i propri mattoncini”.
    In particolare, mi osservo sempre; cerco di spingere la mia consapevolezza ad un livello sempre più alto tramite l’osservazione di me stesso. Uso l’osservazione come uno scalpello che leva “il materiale” in eccesso. Esatto, proprio la tecnica di cui abbiamo parlato. 🙂
    A presto, e un abbraccio! Nick

    • Nick, grazie a te per gli stimoli che mi hai offerto.
      Cercare dentro di sé assomiglia un po’ al lavoro di scavo necessario all’archeologo per portare alla luce tesori del passato. Si tratta sempre di togliere, a volte anche con l’accetta, per scoprire. E questo significa che tutto è sepolto dentro di noi, in attesa. L’osservazione di se stessi è una porta d’accesso tanto privilegiata quanto pericolosa: nessuno ha voglia di vedere i propri demoni, ma sono convinta che sia l’unica strada per arrivare al nucleo.

      • Paola

        Bellissimo post Emma! Concordo con Nick, ascoltarsi e lavorare la propria pietra con maglietto e scalpello, anche per trovare il giusto incastro con le altre pietre, gli altri…

        • Grazie Paola, sono felice che il mio post ti piaccia. Come direbbe il buon Fenoglio, scriverlo è stata una “fatica nera”, ma ne è valsa la pena. Proprio per questo è di fondamentale importanza lavorare su se stessi, ascoltarsi e ascoltare, “trovare il giusto incastro con le altre pietre, gli altri…” 🙂

  2. Grazie mille Emma per le tue parole, ricche come sempre di entusiasmo e affetto! 😀

    E complimenti per questo articolone, soprattutto per aver condiviso con tanta precisione le tue esperienze nello sviluppo personale e spirituale (che per noi sono un tutt’uno).

    Ci conosci da un po’, quindi sai che la ricerca dell’Oro Interiore per noi parte dal presupposto di non esclusione, cioé dall’uso di qualsiasi tecnica che possa innanzitutto riunire piuttosto che dividere (Sé interiori, persone, modelli, filosofie, tecniche, scuole, discipline, etc.), perché senza pace interna nessuna ricchezza ha davvero valore, per quanto possa brillare in lontananza. E poi come scrive Nick chiaramente c’è da fare tanto lavoro di ascolto e osservazione, paziente e reiterato, delle emozioni che proviamo, delle dinamiche interne che sperimentiamo, dei desideri e dei bisogni che emergono, delle competenze che sviluppiamo… Valutando sì, ma senza giudizio, per quanto umanamente possibile.

    Un abbraccio e ci Wekiamo presto! 🙂

  3. Bellissimo post, Emma! La ricerca dell’oro interiore continua, per me non è questione di grandezza di pepite ma di una pepita dopo l’altra che aiutano a migliorare capacità e azioni… spero di farti una bella sorpresa!

    • Ciao Gloria, che magnifica sorpresa, e che onore 🙂
      Ti ringrazio tantissimo per essere venuta a trovarmi; la volontà di migliorare e di condividere non solo le mie conoscenze, ma soprattutto le mie idee e anche le mie debolezze mi porta ogni giorno dei bellissimi regali. Io adoro i regali 😀

      Continuerò a seguire il sentiero di mattoncini dorati; comincio a sospettare che la via la costruisca io stessa, con le mie scelte quotidiane.

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