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emma frignani

Noli foras ire, in te ipsum redi, in interiore homine habitat veritas.

sfida minimalista, la seconda metà

Sfida minimalista: diario di bordo parte seconda

Eccomi alla seconda parte della sfida minimalista, iniziata due settimane fa.
In questo post, vi racconto com’è andata la seconda parte di questo percorso che trova il suo fondamento nel togliere come presa di coscienza.

Giorno 16. Non comprare niente

Uiiiiii, grande gioia per me! Non sono una persona spendacciona, ma nemmeno una di quelle che confrontano le innumerevoli offerte, controfferte, promozioni, saldi e sono già stanca anche solo di elencarli. Meno è meglio, quindi oggi non mi pongo nemmeno il problema. Niente spese 🙂
Poi, vedo un libro e il dito clicca sull’acquisto ancor prima che possa tagliarlo, accidenti! Questo dimostra che non è così scontato non acquistare nulla al giorno d’oggi, con tutte le opportunità cui si ha accesso, anche e soprattutto senza cercarle, nel mondo della rete. Le proposte sono tantissime e sempre più mirate.

Giorno 17. Sii monotasking

Oggi è il giorno del monostasking, per me un’attitudine tanto indispensabile quanto difficile da raggiungere.

Giorno 18. Ripulisci i tuoi contatti social

Haha, questo sì che mi serve e al contempo mi lascia un po’ perplessa, perché con i social ci lavoro. Ho comunque fatto un po’ di pulizia, anche se un giorno non mi basta, perché le cose da fare sono sempre parecchie e il tempo di pulire è poco.
Ho pensato a una sorta di compromesso: ogni settimana, utilizzerò un piccolo intervallo di tempo per ripulire i miei contatti, anche se dovesse trattarsi di smettere di seguire gli amici o le pagine Facebook.

Giorno 19. Fai una passeggiata e pratica mindfulness

Che meraviglia, passeggiare e praticare mindfulness: c’è il sole e decido di prendere una pausa per camminare un’oretta e mezza. Senza cuffie, senza pesi, presente a me stessa e all’esterno. Interessata alla mindfulness, non sono un’esperta, ma credo di aver fatto un buon lavoro, assaporando ad ogni passo gli odori, i colori, i suoni della città, osservando il cielo e sentendo il terreno sotto i miei piedi.

Giorno 20. Non guardare la Tv ma leggi

Nonostante ami guardare alcune serie o un bel film, oggi non è stato impegnativo rinunciarvi per fermarmi e leggere. Leggere. Io che vivo davanti al monitor e leggo tantissime parole tutto il giorno, aspetto come una bambina un momento per fermarmi, prendere un libro e leggere. Grazie!

Giorno 21. Scrivi per venti minuti

Dovevo giusto scrivere un racconto e, oplà, questa sfida capita a fagiuolo! Altro che venti minuti. In più, per non rinunciare proprio a nulla, tra i miei vari quaderni e taccuini, ho inaugurato un diario personale, digitale. Perché non scrivo mai. Mai.

Giorno 22. Crea un’abitudine rilassante quando vai a letto

Invece di creare, alle volte, si tratta piuttosto di eliminare alcune abitudini, come ad esempio guardare la casella di posta o, peggio, cazzeggiare sui social. Per il resto, vista l’agitazione di quest’ultimo periodo, ho riscoperto con piacere una pratica che mi rilassa moltissimo: la lettura (che novità, eh!). Mentre prima, quando andavo a letto, ero troppo stanca anche solo per pensare di leggere, ho compreso che posso andare a letto prima e leggere fino a quando non mi addormento con naturalezza sul Kindle, o sulle pagine. Scoprire l’acqua calda può offrire più soddisfazioni di quanto si sia portati a pensare.

Giorno 23. Non usare prodotti per il viso

D’accordo. Anche a costo di ritrovarmi improvvisamente incartapecorita. A fine giornata, però, mi sono sentita stranamente sollevata.

Giorno 24. Pratica la gratitudine

Beh, ho iniziato tempo fa a praticare con consapevolezza e attenzione la gratitudine, proprio grazie a un post di Marina Innorta, che consigliava di tenere un diario della gratitudine e spiegava i tanti ottimi motivi per cui ci può far stare bene. È vero, sentirsi grati ed esprimere gratitudine sincera verso il prossimo è una pratica che fa bene a noi e a chi la riceve. Ho notato lo stupore diffuso di fronte al semplice “grazie”, forse perché non siamo più abituati, forse perché lo usiamo come formula vuota.

Giorno 25. Vivi un giorno non pianificato

Non ho potuto farlo, perché le scadenze di lavoro non me lo permettono, ma ho ridotto al minimo la pianificazione, limitandola alle cose più urgenti, che non potevo rimandare. Questo mi ha permesso di accorgermi di un atteggiamento, che mi provoca ansia e che è dovuto alla scarsa capacità di dire di no e di creare gerarchie d’importanza. Per rispettare la sfida, ho ridotto all’osso la lista di task e, magia, l’universo non è collassato su sé stesso. Quando non lavoro, amo non pianificare nulla e lasciare che il giorno scorra tranquillo come un grande fiume. Io mi stendo a riva e mi rilasso.

Giorno 26. Riconosci cosa ti stressa

Ecco, appunto: come ho scritto nel giorno 25, ho notato che fatico a dire di no e a costruire gerarchie d’importanza. Il mio rifiuto di stabilire priorità mi porta ad una corsa insensata e ad una conseguente frustrazione, perché non riesco a portare a termine tutto quello che avevo messo in agenda. Cos’altro mi stressa? La mancanza di controllo, la mia inflessibilità e le sensazioni ad esse collegate.

Giorno 27. Ripulisci tutto (il tuo cassetto di robaccia)

Purtroppo, su questo punto oggi non sono stata brava. A parte cestinare alcune mail e ripulire il mio desktop, ho lavorato sbarazzandomi del pensiero. Ma non è finita qui. Le cose che implicano la necessità di una buona dose di tempo, tendo a metterle in atto quando posso, quando non ho scadenze di lavoro e posso dedicarmi a me stessa. E mi sono resa conto che è un errore, perché in questo modo rischio di non farle mai. Di rimandarle finché non le abbandono. O loro abbandonano me.

Giorno 28. Lascia andare un obiettivo

Non so se ho capito bene, ma penso che questa sfida si riferisca alle priorità. Alla gerarchia che dovrei stabilire nel perseguimento dei miei sogni e degli obiettivi. Cos’è davvero importante per me? Cosa mi rende davvero felice? Una volta scoperto l’arcano, dovrei metterlo in primo piano nella mia lista quotidiana. E non aspettare di avere il tempo di farlo. Ma crearmelo, togliendo spazio e tempo a cose che in fin dei conti non mi aiutano a raggiungere i miei obiettivi e ciò che voglio diventare. Perseguiamo la nostra felicità. Il resto è secondario.

Giorno 29. Disattiva le notifiche

Nonostante fosse domenica, non ho potuto disattivare tutte le notifiche perché avevo un lavoro da sbrigare; però, una volta terminato, il telefono è rimasto zitto e in castigo sul tavolo, per cui mi reputo abbastanza soddisfatta. Disattivare le notifiche mi dà al contempo un senso di leggerezza e una sottile ansia (FOMO?)

Giorno 30. Valuta i tuoi ultimi cinque acquisti

Ecco, su questo punto occorre che presti maggiore attenzione, non perché sperperi di norma il denaro, ma per acquisire consapevolezza non soltanto delle spese che faccio, ma dei miei comportamenti in generale (vedi il giorno 16 e l’acquisto compulsivo di ebook).

Che dire, anche questa sfida è terminata.
A dire il vero, a me pare di continuare un percorso iniziato tempo fa e che prosegue tortuoso, tra alti e bassi, sabotaggio e motivazione.
Perciò, più che una fine, la conclusione della sfida minimalista la avverto come una partenza, di nuovo. Verso una me migliore. Verso una me che assomigli di più a ciò che desidero. Un lavoro di cesello che continua, giorno per giorno, a piccoli passi.

[Photo credit: Freepik]

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2 Comments

  1. Questa volta volevo essere il primo ed eccomi qua!
    Che dire, come a capodanno buona fine(sfida) e buon inizio. La ricerca della parte migliore di noi è un lungo viaggio a tappe.

    • Ciao Rocco!
      La ricerca è sempre un viaggio, tortuoso e in salita, almeno per me.
      Ma non desisto, e ricomincio ogni giorno daccapo.
      Ti ringrazio ancora per avermi fatto scoprire questa bella sfida, che può essere l’inizio di una nuova consapevolezza.

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