Appena dopo la divertente Pasqua di quest’anno, condivido anche qui un esercizio proposto da Scrivere Creativo, sito che offre sempre ottimi spunti per esercizi di scrittura creativa e non solo – un’altra iniziativa che seguo con grande piacere è #Micronarralo, che sviluppa il senso della sintesi proponendo ogni giorno frasi da cui sviluppare un brevissimo racconto che andremo poi a pubblicare su Twitter.

Ci vengono offerti pochi indizi da cui partire per costruire la nostra storia.
Ecco il mio risultato:

L’odore di erba tagliata lo catapultò senza preavviso nel giardino dei nonni, dove aveva trascorso gran parte dell’infanzia.
Gli venne in mente quella volta che, in occasione della Pasqua, la famiglia si ritrovò a pranzo dai nonni. La giornata era fresca, ma il sole splendeva spavaldo e affettuoso sui cugini intenti a giocare. Avrà avuto suppergiù sei anni, come la sua cugina preferita, Anna.
La sorellina di Anna, invece, era così piccina che la si poteva quasi tenere in una mano, o almeno, così la ricordava. C’era anche suo fratello, più grande di lui di cinque anni, che naturalmente si era attribuito il ruolo di capo, come accadeva sempre quando giocava con loro. La loro missione: trovare le uova nascoste dai grandi nel giardino dei nonni. L’impresa non era per nulla facile. Quand’erano piccoli, il giardino dei nonni era un mondo tutto da esplorare. Pieno di nascondigli e anfratti. E poi, c’era la serra, un magnifico giardino dentro il giardino dove il nonno coltivava bellissime piante di orchidea e altri fiori esotici in un tripudio di odori e colori da lasciarti stordito.
Si separarono seguendo le istruzioni di Guido, il fratellone, e iniziarono la ricerca delle uova dipinte.

– Trovata!! Eccone una, l’ho trovata, dai! Venite a vedere! –, disse Antonio, dopo una lunga ed accurata indagine, in preda a un’emozione che gli toglieva il fiato.
Anna e Guido corsero subito a vedere il tesoro.
– Che bello! La zia l’ha colorato benissimo. Non lo mangerai mica, vero? È troppo bello! –, implorò Anna, che amava oltre ogni misura i lavori creativi della zia.
Non fece in tempo a dirlo che Antonio aveva già staccato con movimenti precisi il guscio rosa, infilandosi in bocca quell’ellissoide bianco e sodo.
Anna si girò allontanandosi senza parlare, mentre lui e Guido ridevano di gusto e riprendevano la ricerca, sempre più affamati.

– Bimbi, venite a tavola, si mangia! A lavarvi le mani, subito! –
Uffa, ma non avevano ancora trovato tutte le uova. Che noia!
Nonostante le proteste, si avviarono verso il bagno, ognuno perso nei suoi pensieri. Forse Anna era ancora arrabbiata, ma Antonio le cinse le spalle con un braccio, schioccandole un sonoro bacino sulla guancia arrossata.
– Ti voglio bene… –

 

Grazie a Scrivere Creativo per gli ottimi spunti, che solleticano immancabilmente la mia immaginazione irrequieta.