emma frignani

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Supereroi tutti e subito

Supereroi tutti e subito

L’altra sera, parlando con alcuni amici, è uscito l’argomento “novizi Vs esperti“.
Riguardava nella fattispecie l’ambiente sportivo, ma quello che leggerai si può applicare a qualsiasi altro ambito d’azione.
Un amico, esperto motociclista, ha chiesto al mio compagno, istruttore di boxe, come stava andando con un nuovo allievo appena più giovane di loro, poi ha parlato di una sua esperienza simile nel motociclismo.

Ascoltando, mi sono venute in mente alcune connessioni con pensieri che sto sviluppando in questo periodo e che riguardano appunto la curiosità, la ricerca e la reperibilità delle informazioni al tempo del web.

Seguimi un momento: quanti numeri telefonici ricordi a memoria? Dì la verità 😉 Questo è soltanto un esempio, ma non sembra anche a te che la memoria si sia un po’ rattrappita sotto la valanga ininterrotta di informazioni, che continuamente si aggiungono, si attorcigliano e si ammassano nel fiume della rete?

Non ti sembra che, forse, questo incessante accumularsi di dati possa portare a un blocco, una specie di occlusione? Come un fiume in piena, la miriade di dati scorre impetuosa, portando con sé materiali di varia natura e valore che, accumulandosi in un passaggio appena più stretto, creeranno una diga spontanea. Pericolosissima, come molti sbarramenti.

Spesso, l’atteggiamento di chi si appassiona a una nuova attività è di grande entusiasmo. E questo è senza dubbio un bene, ma può, d’altra parte, portare a enormi aspettative. E a conseguenti, enormi delusioni.
Decido di intraprendere un nuovo percorso: sono felice e non vedo l’ora di tuffarmici a capofitto. Incontro la prima difficoltà, non so ancora come affrontarla. Ecco, l’iniziale fervore inizia ad attenuarsi. Nubi nere e dense si affacciano all’orizzonte: sono i prodromi del fallimento.
Pur di evitarli, rinuncio all’avventura appena cominciata. Troppa paura. Di sbagliare, di non essere all’altezza. Meglio lasciar perdere piuttosto che ammettere la sconfitta. E subirne altre. Perché di sicuro andrà così: quando si impara, si cade. Ricordi il vecchio detto “sbagliando s’impara”? Ecco. È proprio così.

Ma avere l’umiltà di capirlo e accettarlo non è facile, perché mette in discussione il concetto stesso d’identità. E la nostra civiltà ha un legame quasi morboso con l’idea di identità.

Il novizio ha uno o più modelli di riferimento e vorrebbe essere come loro. Ma il novizio ha un problema con il tempo: vorrebbe essere un professionista subito.
Ed è qui l’errore strutturale: senza allenamento, pratica costante e fallimenti non si arriva da nessuna parte. Si resta dove si è. È come se volessi fare una maratona senza aver mai corso in vita mia.
Forse, posso anche farne un pezzo, ma sarà un’esperienza da dimenticare, che mi allontanerà per sempre dalla corsa. Se voglio partecipare ad una maratona, dovrò prima iniziare a correre, imparare a farlo nel miglior modo possibile, nel rispetto del mio corpo e delle mie capacità. Con infinita pazienza e umiltà.

Ho notato che molte persone vivono una grande frustrazione dovuta alla pretesa di raggiungere determinati risultati -in genere, altissimi- senza per questo faticare.
Non potrai mai diventare un bravo pugile senza prendere qualche montante al fegato o anche solo un diretto in piena faccia. Non sarai un motociclista di rally senza prima cadere rovinosamente a terra. Non farai una maratona se prima non imparerai a fare almeno 6 chilometri senza aver male ovunque per tre o più giorni.

Si chiama allenamento. Ed è il primo scalino per ottenere ciò che desideri, non si scappa. E tu, cosa ne pensi?

 

[Photo credit: Freepik]

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12 Comments

  1. Cara Emma che bello! Sagge parole cadendo, sbagliando si impara!
    E poi “solo chi fa sbaglia”!
    E ti dirò di più Emma. La pretesa di raggiungere il sapere senza faticare, è fatto estremamente diffuso ed è il motivo per cui tanti corsi annunciati come miracolosi (e poi flop clamorosi) hanno comunque tanto successo!
    Vado a sbirciare, ma se non sei stata ancora adottata, lo faccio subito io… CORRO!!!

    • Silvia cara, ti ringrazio di cuore per il commento e per l’adozione. Purtroppo, è proprio così: slogan che suonano -in maniera sinistra, alle mie orecchie- «Vuoi essere anche tu un X professionista? Iscriviti e diventa un X, come i veri X in modo facile, veloce e conveniente.» Certo, senz’altro. È la filosofia del tutto e subito, del magro stando sul divano e mangiando schifezze. Qualcuno saggiamente diceva «chi non fa, non falla»: è senza dubbio vero. Il punto è che, se si vuole arrivare da qualche parte, bisogna pur alzarsi e partire, no?

  2. Rocco Laurino

    Penso che hai proprio ragione, senza allenamento, senza impegno e senza sacrificio non si possono ottenere risultati. Leggendo il post mi sono davvero immedesimato e poi quando hai parlato di corsa e maratona ho sorriso davanti al monitor. La corsa per me è questo, un modo di allenare corpo e mente. Un allenamento all’allenamento, perché la corsa non ti regala niente ma ti ripaga di tutti gli sforzi fatti in preparazione. Questo è per me il modo più semplice di dimostrare a me stesso la certezza dei risultati a fronte dell’impegno e della costanza. La sicurezza di riuscire anche dove non avrei mai immaginato.

  3. Ciao Rocco, intanto grazie per essere passato di qua 🙂 Proprio così, “un allenamento all’allenamento” per testare i propri limiti e smantellare convinzioni che ci schiacciano, tanto più potenti quanto più noi diamo loro la linfa delle nostre insicurezze. Finalmente, dopo un lungo periodo di tentennamenti e incertezza, ho cominciato a correre: sono ancora indolenzita dalla mia prima sessione, ma la fatica è stata ampiamente ripagata dalla soddisfazione e dallo stupore di quanto sono riuscita a fare. Che supera di gran lunga ciò che ero convinta di poter fare.

    • Certo che passo di qua, sei nel mio feed Emma 🙂 anzi scusami per la tardiva risposta.
      Mi fa molto piacere che anche tu abbia iniziato a correre. Come ti scrivevo, io ne sto traendo molti benefici nella mia crescita personale, vedrai che avrà lo stesso effetto anche per te. Non mancano le giornate no, ma anche quelle sono importanti lungo la strada del miglioramento. Se vuoi un “buddy” (ricambiando il piacere) io sono a disposizione 😉

      • Ciao Rocco, grazie per avermi inserito tra i tuoi feed 🙂
        Ho cominciato e sono carica, anche se voglio procedere per gradi; ne ho approfittato anche per coinvolgere un carissimo amico che, per vari motivi, non riuscivo più a vedere e che ha già un po’ di esperienza.

        Grazie per esserti offerto come buddy, virtuale immagino, vista la distanza 😉
        Di sicuro, ti chiederò consigli per evitare di farmi male. Intanto, ho cominciato a rafforzare le tibie, che sento sono il mio punto debole.

        Penso che la corsa possa costituire un pilastro per la crescita personale, perché richiede dedizione, preparazione, pazienza e moltissima umiltà.
        Ti aggiornerò sui miei progressi.

        Grazie ancora, buona giornata e buon fine settimana!

  4. Adriano

    Vero, verissimo. La cosiddetta “gavetta” non solo è utile ma anche necessaria se si vogliono raggiungere certi traguardi, nel lavoro come nella vita.

    La fretta, del resto, è sempre stata una cattiva consigliera 🙂

    • Ciao Adriano, in un mondo che sembra girare tutto quanto nella ruotina del criceto, recuperare questa prospettiva e farla propria può risultare impopolare e di sicuro non è la via più breve, ma, a mio parere, è l’unica percorribile, o, quantomeno, la più efficace per arrivare ai propri obiettivi. Grazie di essere passato di qua e di aver voluto condividere all’interno del tuo spazio web questa riflessione 🙂

      • Adriano

        Hai perfettamente ragione, ed è anche per questo che ho voluto condividere questo articolo, per far capire a chi legge l’importanza del sacrificio, dell’avere pazienza e di non aver paura dei fallimenti.

        Ecco, forse sono proprio la paura (di non farcela) e la pigrizia i più grossi nemici che bisogna combattere in questi casi.

        • Concordo in pieno caro Adriano, paura e pigrizia sono i motori della procrastinazione e del vittimismo.
          Ritrovarsi senza scuse e guardare in faccia le proprie paure —e i propri, inevitabili, fallimenti, se così vogliamo definire le cadute— non è mai piacevole. Ma aiuta a crescere.

  5. Senza lavoro duro non si va da nessuna parte.

    • Esatto caro Ferruccio. La velocità con cui tutto pare muoversi e cambiare ha portato molte persone a concentrarsi soltanto sui risultati che desiderano ottenere, senza considerare minimamente il percorso richiesto per raggiungerli. E tale atteggiamento porta inevitabilmente a delusioni profonde e grande frustrazione.

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