Ieri sera ho riguardato il film di A. Niccol del 2002 S1m0ne. Durante la sua visione mi sono venute in mente diverse cose, tra le quali spicca il legame ad oggi ormai inscindibile tra tecnologia e processo creativo.
Tutti hanno la capacità di collegare oggetti differenti al fine di creare insiemi omogenei rispetto ad una chiave di lettura prestabilita, ma non tutti riescono a costruire insiemi di oggetti armonici e funzionali.

Un esempio a mio parere calzante consiste nella quotidiana attività di abbinare i colori.
Alcuni individui sono ossessionati dall’armonia nell’accostamento di diversi colori, nel vestire, nel truccarsi e nell’arredare casa, per citare solo alcuni tra gli ambiti più comuni in cui si può praticare tale esercizio.
Altri invece mettono insieme colori in maniera del tutto casuale ottenendo in tal modo non un insieme, ma un’accozzaglia, un coacervo di colori a volte persino fastidioso.
Esiste poi chi, pur senza intenzione, accosta con naturalezza colori che vanno a formare un insieme equilibrato.

Il protagonista del film ha costruito una sua visione dell’attrice ideale utilizzando il proprio bagaglio culturale e intellettuale: ha così creato un sogno condivisibile da milioni di persone.
L’immedesimazione ha raggiunto un livello tale da rendere il sogno più reale della realtà, indistruttibile nonostante l’oggettiva mancanza di riscontri riguardo alla sua autenticità.

La tecnologia rappresenta un ottimo strumento e può favorire il processo creativo. La variabile x sta in chi la utilizza e a quale scopo naturalmente.