emma frignani

Noli foras ire, in te ipsum redi, in interiore homine habitat veritas.

Sognetto di Emma. Un viaggio nelle profondità per scoprire il mio progetto

La Torre di Emma: Sognetto e antiSognetto

Prosegue il viaggio dei Calamisti verso nuovi lidi e il mio verso il Sognetto.
Viaggio dentro di me, scavo, scavo. Non è facile, ma, come dice la nostra FataRegina Monia, a noi Calamisti non piacciono le cose facili. Se fossero facili, che sfide mai sarebbero? E, si sa, sfidare sé stessi non è semplice. Ci vogliono coraggio, onestà, voglia di migliorare, di assomigliare sempre di più a ciò che si sogna di essere e porporina in quantità.

Così, mi ritrovo con gli occhi spalancati a cercare il mio Sognetto. E dagli occhi così aperti posso sperare esca qualche lacrima che bagni il foglio, dandomi così un indizio. Un segno.

Come cantavano i C.S.I:

Nessuno può permettersi rimpianti
nessuno può permettersi rimpianti mai
che i sogni siano sintomi
che i sogni siano segni
sanno i sogni sanno i sogni sanno i sogni
che
parole sussurrate che stanno appiccicate in gola
e possono strozzare meglio soffiarle
parole pronunciate che stanno conficcate in gola
e possono far male meglio lasciarle
parole comandate che stanno conficcate in gola
e possono strozzare meglio sputarle […]

Monia mi chiede di sintetizzare il mio Sognetto. E io mi sento smarrita, preda della mia logorrea mentale. Poi penso che forse, a forza di insistere e di battere la lingua dove il dente duole, forse riuscirò a trovare le parole. Quelle giuste, che non solo descrivano il mio Sognetto, ma gli regalino il soffio vitale affinché possa prendere il volo. E, al tempo stesso, possa sedimentarsi dentro di me, attaccandosi alle pareti interne. Alle mucose e alla retina. Così che non possa più liberarmene.


Il mio Sognetto (Sogno + Progetto)

Amo leggere, studiare e scrivere.
Il mio Sognetto è scrivere, ma non per vedere parole vanitose fingere di riempire i vuoti dell’esistenza. Quanto piuttosto per aiutare le persone a trovare il coraggio di seguire i propri sogni e, chissà, farli diventare progetti. Grazie alle mie parole.
Perché scrivere può essere senza dubbio gratificante già di per sé: catartico e liberatorio. Ma scrivere per l’altro è lo scopo stesso della scrittura. Che altrimenti rimane uno sterile esercizio di stile. O uno sfogo estemporaneo.
Mi piacerebbe condividere il mio tesoretto di parole e visioni. Come si faceva da piccoli con i colori dell’astuccio. Vorrei poter offrire prospettive, punti di vista per costruire torri sempre più alte. Ma mai superbe. Alte per arrampicarcisi e vedere il mondo sotto farsi piccolo. Spiare dalle finestre e trovare nuove idee.

 

Il mio puntoelenco per il Sognetto Principe:

  • imparare diverse tecniche di scrittura
  • fare del mio blog un salotto e un’oasi, ma anche un ring, se necessario
  • scrivere una raccolta di racconti
  • imparare ad ascoltare
  • fare della mia scrittura uno strumento utile alle persone che stanno cercando la propria strada
  • aiutare chiunque voglia crescere come individuo grazie a quello che scrivo (e vivo)
  • raccogliere idee dal confronto e farne qualcosa di diverso, di più grande
  • costruire un progetto di scrittura collettiva
  • diventare un punto di riferimento, un faro
  • diffondermi a macchia d’olio nel mondo della scrittura

 

Il mio puntoelenco per l’Anti-Sognetto:

  • la fiducia in me stessa che fugge da me
  • la paura del giudizio degli altri che mi affloscia come un pupazzo ad aria senza più aria dentro
  • il motivo, l’ingranaggio che mi muove verso il mio obiettivo, che si rompe
  • le difficoltà nell’interagire con gli altri esseri umani
  • la mancanza di un pubblico che abbia sete delle mie parole
  • una mutazione che mi trasformi in koala
  • la sensazione che i miei sforzi non vadano nella giusta direzione
  • il prurito procurato dall’idea di perdere tempo e risorse
  • la convinzione che sia tutto inutile, anche detta “tanto, non arriverò mai da nessuna parte”
  • lo scoprire l’indicibile: ho sbagliato tutto. E adesso?

Vorrei sottoporre il mio Sognetto a Monia Papa, Monica D’Ale Pozzi, SeoPigro e Marco Faccin. Alcuni tra i miei compagni di viaggio.

 

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Leggere non è peccato

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